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Agenzie di viaggio in crisi a Ct e Pa
di Michele Giuliano

Sono 1.030 contro le 1.063 del 2010. A soffrire soprattutto le grandi città. Cresce il fenomeno dei turisti fai da te. Il futuro degli imprenditori che vogliono investire nel turismo è nelle strutture ricettive

Tags: Crisi, Agenzia Di Viaggio, Low Cost



PALERMO - Quest’anno la nuova edizione di Siciliatravel, la directory del turismo siciliano, ha dato maggiore conferma del malessere del settore, ma per fortuna solo in alcune province siciliane, stranamente quelle con una maggiore popolazione come Catania e Palermo. Al primo posto si piazza Ragusa come provincia dove sono nate in un anno 4 agenzie di viaggio in più rispetto allo scorso anno.

Sono 1.030 le agenzie di viaggio in Sicilia, 33 in meno rispetto a quelle operanti nel 2010. Nel 2009 erano 1276. In controtendenza al dato regionale a Ragusa si registra un aumento delle agenzie di viaggi che da 75 dello scorso anno crescono, nell’anno in corso, a 79.

Le agenzie di viaggio aumentano anche ad Enna da 39 a 42, a trapani da 80 a 82, ad Agrigento da 85 ad 87. Al contrario di quanto potrebbe sembrare, a soffrire sono le due metropoli siciliane Palermo e Catania: dove le agenzie di viaggio nella città etnea hanno subito un decremento notevole da 244 a 226 contro le quasi 20 agenzie in meno a Palermo. Stabili a Caltanissetta (da 51 a 50) e Messina (da 123 a 124). Pare invece che il futuro degli imprenditori che vogliono investire nel turismo siano le strutture ricettive, in particolare gli hotel a 3, 4 e 5 stelle. Se lo scorso anno gli alberghi erano 682, oggi sono 717 in Sicilia secondo una statistica realizzata da Sicilia travel. Ragusa si piazza però tra gli ultimi posti della classifica con 44 alberghi ma comunque è qualificata come provincia che ha visto crescere l’offerta di 5 hotel, insieme con Agrigento dove gli alberghi sono aumentati di 9 unità, e Siracusa.

Il maggior numero di 5 stelle si trova in provincia di Messina con 11 strutture, di cui 8 a Taormina. Agrigento conta 67 alberghi tra 3, 4 e 5 stelle, Caltanissetta 11, Catania 82, Enna 16, Messina 201, Palermo 126, Siracusa 72 e Trapani 98. I dati sono presenti sul database di sicilia.travelnostop.com, dove vengono aggiornati costantemente grazie anche alle segnalazioni che giungono dagli stessi agenti, ed i cui dati vengono incrociati con il database dell’assessorato regionale al Turismo. Un quadro a tinte fosche che quindi non è solo a sfondo nero.

La crisi economica non allontana il turismo in Sicilia, l’isola sta dimostrando di saper reggere l’impatto con il crollo dei mercati, confermandosi tra le mete più amate, nonostante spesso ci sia una gestione poco accorta del patrimonio turistico.
Per questo l’Ente Bilaterale per il Turismo Siciliano, rivolge un appello alle istituzioni affinché il “sistema turismo” venga affrontato in “maniera omogenea” per sfruttare l’occasione, come spiega il direttore dell’ente Totò Scalisi: “C’è un grande desiderio di visitare la Sicilia nel mondo e in ciò ci ha aiutato anche l’immagine cinematografica anche se non sempre ha garantito un buon ritorno – sottolinea -. Certo è che questo da solo non basta. Serve anche l’applicazione di una buona politica di marketing per promuovere l’Isola a livello internazionale e da questo punto di vista c’è molta strada ancora da fare”.
 

 
L’approfondimento: con i low cost è cambiato il modo di viaggiare
 
A dare un impulso ai viaggi l’apertura di rotte aeree low cost che hanno cambiato il tipo di soggiorno e portato nuovi visitatori. Per questo è fondamentale avere degli aeroporti collegati punto a punto per favorire turismo del fine settimana: “Rispetto a una vacanza di 20-30 giorni come si usava fare 30 anni fa – aggiunge Totò Scalisi - oggi invece gli stessi giorni vengono spezzettati in più week-end che possono essere più o meno lunghi. Si preferisce oggi cambiare continuamente destinazioni e rimanervi però tempi più brevi. Ovviamente a questo cambiamento epocale bisogna attrezzarsi adeguatamente in Sicilia”. Cosa che invece non ancora è applicata nella mentalità di tutti gli albergatori che invece puntano ancora molto ad offerte che risultano spesso essere stantie. Ma che i brevi week-end funzionino è attestato dai dati degli afflussi all’aeroporti di Trapani risultato nel 2010 il numero uno al mondo per incremento di utenti. Questo grazie proprio alla presenza di compagnie a basso costo che garantiscono viaggi in determinati fine settimana a prezzi davvero stracciati. Certo è che quest’anno, con la crisi libica e l’ondata di sbarchi, il comparto turistico non è che ne potrà giovare.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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