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Quotidiano di Sicilia

Catania - Manca l'Albo delle associazioni
di Melania Tanteri

Il Consiglio catanese non ha ancora provveduto alla necessaria approvazione dell’apposito elenco. La “partecipazione diretta dei cittadini” è prevista dallo Statuto comunale

Tags: Catania



CATANIA - Correre con una gamba sola, si sa, è difficile. Lo stesso vale se, fuori dalla metafora, si tenta di cambiare una legge o di applicare un regolamento senza che vi siano gi strumenti per farlo, senza cioè aver predisposto il terreno affinchè quanto deciso, magari dopo un acceso dibattito, possa tramutarsi in realtà quotidiana.

È quanto successo al Comune di Catania che, per esempio, nell’ottobre del 2010 ha approvato il Regolamento attuativo degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini previsti dallo Statuto dell’Ente, senza però dare alcun seguito all’importante strumento democratico.
 
Nonostante la proposta di regolamento, infatti, sia stata presentata oltre un anno fa in forma di petizione da parte del comitato cittadino “Noi decidiamo”, costituitosi nel 2007 proprio con l’obiettivo di ottenere l’attuazione di alcuni diritti (di petizione, di istanza, di udienza, di consultazione popolare, di referendum consultivo/propositivo/abrogativo), ma nonostante sia stata recepita dal Consiglio comunale, diventando un regolamento che stabilisce le modalità per l’attuazione delle forme di partecipazione popolare, mancherebbe ancora l’Albo delle associazioni, fondamentale affinchè il regolamento possa diventare efficace.

Questo il motivo per cui, la scorsa settimana, i rappresentanti di 26 associazioni si sono riuniti in piazza Duomo per sollecitare l’attivazione dell’Albo comunale, previsto dall’art. 41 dello Statuto.

“Nell’ottobre 2010 – spiega Mirko Viola, co-fondatore del comitato - grazie all’impegno di ‘Noi decidiamo’, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il regolamento attuativo del Titolo IV dello Statuto comunale (artt. 41 e ss.) relativo agli ‘Istituti di partecipazione popolare’. Gli strumenti  riconosciuti ai singoli cittadini per potere intervenire attivamente nella vita politica della città sono riconosciuti anche a quanti si organizzano in libere forme associative. Per potere esercitare questi diritti, però, lo Statuto prevede che le associazioni siano iscritte all’Albo comunale delle associazioni, che il Comune deve istituire a norma dell’art. 41”.

Finora, però, l’Albo non è stato istituito e questo ha fatto scattare la protesta in piazza Duomo e la richiesta da parte delle associazioni - Cittàinsieme e Agesci, Akkuaria, Arci, Artists and creatives, Asaec, Asaae, Ashram (MultiKulti), Centro Astalli, Cives pro civitate, Comitato per i diritti civili, Catania, Comitato porto del sole, Etna ‘ngeniusa, Gapa, Gas Tapallara, Greenpeace (gruppo locale di Catania), Italia Nostra, Laboratorio della politica, La città felice, Legambiente, Liotro, Manitese Sicilia, Polis, Rita Atria, The hub Sicilia, Wwf Catania – “di potere finalmente contribuire in modo attivo ed efficace alla risoluzione dei problemi della città, realizzando così in modo pieno quel percorso di confronto, dialogo e collaborazione tra istituzioni e cittadini, da tante parti auspicato e dallo Statuto comunale sancito fin dal 1995, anno in cui è stato approvato lo Statuto”.

Le associazioni hanno, dunque, fatto richiesta di iscrizione, ricevendo assicurazioni da parte del presidente del Consiglio, Marco Consoli, che, dopo aver ricevuto copia della lettera di accompagnamento alla richiesta, ha assicurato la propria disponibilità a verificare l’esistenza o meno del registro e, nel caso di mancata attivazione, di farsi promotore dell’iniziativa per attivarlo.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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