Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Venture capital, investitori cercano idee in Sicilia
di Massimo Mobilia

Dopo il primo caso del 2008, nell’Isola non sono stati registrati finanziamenti di start up. Workshop ha fatto tappa a Catania, giovedì prossimo selezioni a Palermo

Tags: Venture Capital, Sicilia



PALERMO - Mark Zuckerberg ne è l’esempio in persona, altrettanto lo è stato Steve Jobs prima di lasciare questo mondo impartendo ai giovani la filosofia dello stay hungry, stay foolish, ovvero: “siate affamati, state allerta”. I creatori di Facebook e dell’hi-tech Apple sono certo inarrivabili, ma con le loro invenzioni hanno rappresentato il modello di chi è riuscito a cambiare la società con la tecnologia partendo letteralmente da zero, senza il becco di un quattrino in tasca. Così oggi sono sempre di più i giovani universitari e ricercatori che sfornano idee innovative con la speranza di sbancare il lunario.

Ecco perché da qualche tempo si è diffuso sui mercati lo strumento del Venture capital, ovvero l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo (vedi l’hi-tech appunto), con la creazione di appositi fondi. Stando alle attuali regole europee, per fare un’operazione del genere è necessario un capitale sociale non inferiore a 2 milioni di euro indicizzato in società per azioni o in accomandita per azioni e bisogna essere autorizzati dalla Banca d’Italia.

Una strada comunque ancora poco battuta nel nostro Paese e soprattutto in Sicilia, dove molti cervelli sono costretti a fare le valigie per trovare porte aperte. è ancora un caso unico quello del laureato dell’Università di Palermo, Ugo Parodi Giusino, che nel 2008 ha portato avanti il primo Venture capital siciliano grazie alla creazione di un software innovativo per la distribuzione della pubblicità su internet, su cui aveva inizialmente scommesso 650 mila euro il fondo Vertis Venture, a sua volta sostenuto al 50% dal fondo “Hi-tech per il Sud” del ministero dell’Università e della Ricerca.

Dopo di lui non risultano altri casi di Venture capital siciliani. Una scossa potrebbe arrivare adesso dall’iniziativa “InnLab & Venture Capital”, un workshop organizzato dal sodalizio Ethyca, presieduto da Francesca Spataro, che ha già fatto tappa a Catania e che si sposterà a Palermo giovedì prossimo nella facoltà di Ingegneria. Il giovane aspirante imprenditore, il ricercatore, l’imprenditore, non dovranno fare altro che proporre in sette minuti la propria idea di start up o di spin off (nel settore dell’Information and Communication Technology) e convincere gli investitori che sia vincente. Dall’altro lato ci saranno investitori disposti a finanziare idee imprenditoriali di giovani siciliani attraverso una piattaforma di Venture capital che compone un fondo di decine di milioni di euro solo per il Sud, tra cui gli 80 milioni di euro del fondo “Quantica”.

Il workshop è condotto da Augusto Coppola, co-founder InnLab, ed è organizzato in collaborazione con InnovActionLab che si occuperà di selezionare le idee di business migliori su cui investire attraverso oltre 100 testimonial di Venture capital italiani. Partecipare è semplice, basta inviare una mail con i propri dati a spataro.francesca@gmail.com. “In un momento di crisi generale e di ridotta finanza pubblica - ha detto Spataro - è necessario trovare forme alternative di economia e sviluppo”.
Una sorta di Silicon Valley siciliana, senza il bisogno, per una volta, di fare le valigie per la California. Oggi più che mai la Sicilia ha necessità di non perdere le proprie eccellenze, di trattenerle, ma per farlo deve anche creare le condizioni dare loro un futuro.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐