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Rifiuti: le imprese presentano il conto mai saldato dalle Ato
di Rosario Battiato

Debiti pregressi, si avvicina l’eventualità di un blocco del servizio di raccolta e smaltimento in Sicilia. La Regione non trova una banca disposta a finanziare 1 mld, riforma in bilico

Tags: Rifiuti, Piano Dei Rifiuti, Ato, Raccolta Differenziata



PALERMO – Il cappio si stringe sempre più. Il collo dell’impiccato è quello del sistema rifiuti siciliano, che, dopo aver tentato di coprire il miliardo di debiti in mano alla Regione tramite due bandi con relative proroghe a vuoto, adesso assiste impotente alle proteste delle imprese che battono cassa. L’ultimatum era stato lanciato per il 20 ottobre, data ultima per ripianare una parte dei crediti che vantano le imprese dei servizi di igiene ambientale. L’appello è stato reiterato nei giorni scorsi durante un incontro palermitano tra il Comitato delle imprese e i sindacati, dove è stato confermato l’incontro del 14 novembre presso l’assessorato. Si avvicina l’eventualità del blocco rifiuti, mentre la Regione è alla ricerca di un istituto di credito, anche straniero, che finanzi il debito.

La raccolta dei rifiuti in tutta la Sicilia è vicina allo stop. La Regione non riesce a trovare un istituto di credito disposto a finanziare il debito da un miliardo di euro, e così, per effetto di questo enorme debito, le imprese dei servizi di igiene ambientale potrebbero decidere di incrociare le braccia. I nodi al pettine della gestione integrata dei rifiuti sono diversi e il fallimento Ato ne rappresenta solo l’inizio. Sul futuro delle imprese incombono, oltre il gravoso miliardo di euro che potrebbe da solo affossarne l’attività, il blocco della legge regionale 9/2010 che avrebbe dovuto riformulare il sistema, ma che è ferma per una serie di “aggiustamenti”, e anche il congelamento del Piano rifiuti, al momento ancora in attesa delle nuove integrazioni richieste dal dipartimento della Protezione civile alla Regione.

Le imprese hanno chiesto, durante l’incontro palermitano dei giorni scorsi, la liquidazione delle Ato per cominciare il nuovo sistema con le nove Srr (Società di regolamentazione per la gestione dei rifiuti). “Siamo qui per lanciare un allarme”, ha spiegato Michele Palazzotto, segretario generale di Fp Cgil Sicilia. “La legge 9 è una buona legge, fatta più di un anno fa dal governo regionale, ma attende ancora di essere applicata. Chiediamo che siano ridotti le Ato, da 24 a 9, e che dia seguito a quanto previsto nel testo di quella legge e non sia ulteriormente bloccata dalle lobby di potere che gravitano intorno al governo regionale”. Le 13 imprese in questione chiedono almeno che siano versati i primi 150 milioni e sperano che il 14 novembre, data dell’incontro con i vertici del dipartimento ai Rifiuti, possa sbloccarsi qualcosa. Dovesse saltare l’accordo sono pronti a scendere in piazza davanti a Palazzo d’Orleans il prossimo 19 novembre. Il problema fondamentale è il perpetuarsi di un effetto domino per cui se le imprese non vengono pagate a loro volta hanno difficoltà a pagare i fornitori e ad assicurare gli stipendi in regola ai dipendenti col risultato che gli scioperi fioccano e il servizio langue.

Dalla Regione fanno sapere che si sta lavorando per trovare una soluzione, anche una banca estera disposta a finanziare meno del miliardo richiesto, ma intanto il servizio e gli obiettivi di differenziata continuano a precipitare e le discariche isolane non potranno resistere per sempre.

Articolo pubblicato il 09 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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