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Scuola, i banchi siciliani sono sempre più “multietnici”
di Antonio Borzì

La Sicilia, tuttavia, mantiene percentuali al di sotto della media nazionale: lo rileva uno studio del Miur. Studenti stranieri: sono più numerosi nelle scuole medie superiori (9,7%)

Tags: Scuola



.PALERMO - Uno degli specchi più evidenti di come la nostra società stia cambiando è sicuramente la scuola. Un’istituzione che da sempre ha fatto da barometro delle temperature culturali del nostro Paese e che si conferma anche in questo caso uno strumento affidabile per notare come la componente multietnica sia diventata una realtà evidente anche se il fenomeno si mostra in lieve rallentamento rispetto agli anni precedenti. A rilevare ci pensa uno studio condotto dal ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (Miur) e della Fondazione

Iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu) e che analizza l’incidenza degli studenti stranieri nella scuola italiana durante l’anno scolastico 2010-2011.

Si nota quindi che le scuole lombarde spiccano su tutte per numero di studenti stranieri che ne occupano i banchi ma si nota come anche quelle emiliane detengano un posto di riguardo nella classifica stilata. E quelle siciliane? Per la Sicilia i dati sono inferiori rispetto alla media nazionale.

Analizzando il nostro dato regionale infatti si nota come nella scuola d’infanzia vi sia il 2,3% di stranieri rispetto all’8,6 del dato nazionale. Stesso discorso per la primaria, 2,9% contro il 9 nazionale, per la secondaria di primo grado 2,7 contro 8,8 e per la secondaria di secondo grado 1,5 contro 5.8.

Dei numeri che fanno giungere la media della nostra regione al 2,3%contro il 7,9% medio del  resto del Paese.
Questo primo dato fa riflettere e presta il fianco a una lunga serie di riflessioni sul fenomeno. In primo luogo si nota come probabilmente in Sicilia sia meno diffusa l’integrazione degli stranieri. Infatti, far andare i propri figli regolarmente a scuola è uno dei primi segnali del tentativo di inserirsi in pianta stabile nella società della regione d’appartenenza. In secondo luogo è innegabile, nonostante gli sbarchi ad esempio di Lampedusa, che la percentuale di stranieri che risiedono nella nostra regione è sicuramente inferiore rispetto a quelle del nord. Un fatto facilmente spiegabile con il minor mercato del lavoro che vige nella nostra regione rendendola sicuramente poco appetibile.

Vi è però un altro dato che indica come le cose stiano cambiando nella nostra regione. Per gli alunni con cittadinanza straniera entrati per la prima volta nel nostro sistema scolastico abbiamo delle medie superiori rispetto a quella nazionale. Mentre nella prima abbiamo il 9,7% siciliano contro il 5,4 nazionale, per la secondaria di primo grado viene segnato il 7,1 contro il 5,5 e per quella di secondo grado il 4,1 contro il 3,8. Ecco dunque che in Sicilia in questa classifica abbiamo un dato del 7,6% contro il 5% nazionale.

Cosa si può leggere da questi dati? Una cartina al tornasole di come la nostra nazione stia cambiando e come la Sicilia non sia esente da questo cambiamento che sta stravolgendo il nostro sistema sociale dalla base. I nostri compagni di banco cambiano e non sarà difficile vedere in futuro un compagno di banco dal nome esotico al contrario dell’antico Pippo o Giuseppe che era fedele socio d’avventure nei primi passi che muovevamo. Resta solo da comprendere per i cittadini come questo non sia da vedere con paura ma bensì come occasione di crescita. Soltanto in questo modo si potrà sfruttare il grande humus di crescita che proviene dall’integrazione di modi di fare differenti, cosa che ha reso grande la nostra regione in passato.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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