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Quotidiano di Sicilia

Termini Imerese, addio definitivo Fiat
di Rosario Battiato

Dopo quattro decenni di attività la casa torinese lascerà lo stabilimento il prossimo 23 novembre. La Regione investirà 100 mln di euro per riqualificare l’intera zona industriale

Tags: Termini Imerese, Fiat, Dr Motor, Susanna Camusso



TERMINI IMERESE (PA) – Stavolta è finita sul serio. Quattro decenni e un anno di attività e una fuga colpevole e consapevole. La Fiat lascerà Termini Imerese il prossimo 23 novembre, anticipando la chiusura dello stabilimento prevista genericamente per la fine del 2011. Lo hanno comunicato i sindacati dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale della multinazionale torinese. In realtà il gruppo automobilistico se ne era già andato da tempo, dopo un anno a singhiozzo tra scioperi e cassa integrazione.
La Regione, intanto, guarda già al futuro: nel supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana numero 47 dell’11 novembre è stata pubblicata la Legge del 4 novembre 2011, n. 24, Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il superamento della crisi dell’area industriale di Termini Imerese, modifiche all’articolo 128 della Legge regionale 12 maggio 2010, n. 11. Previsti 100 milioni di euro per gli interventi di riqualificazione dell’area. 

Di certo sarà l’ultima cassa integrazione della Fiat in Sicilia. Dal 24 novembre alla conclusione dell’anno si consumerà l’atto finale della presenza del gruppo. A nulla sono valse le richieste di sindacati e Regione, visto che il futuro del polo automobilistico palermitano dovrà adesso reimpiegare circa 2.200 occupati, tra fabbrica e indotto. La ricetta per la soluzione comprenderà una serie di pensionamenti, almeno per quelli che hanno maturato i contributi necessari, e l’assorbimento di una parte della precedente occupazione nell’impianto di Dr Motor, l’impresa molisana che sostituirà la Fiat. Il Lingotto, del resto, aveva comunicato da tempo la sua scelta di andare via dalla Sicilia. A preoccupare, semmai, ha fatto notare Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, sono le alternative visto che l’impresa di Di Risio, che assembla auto a basso costo con pezzi di importazione cinese, non pare garantire una copertura totale. Una situazione ancora di difficile lettura, dopo oltre un anno di discussioni e riunioni preparatorie, e che non lascia presagire buoni propositi per il futuro del polo di Termini.

La Regione, però, ci vuole provare. Nel supplemento ordinario della Gurs della settimana scorsa è stato pubblicato un provvedimento, a firma di Lombardo, Armao e Venturi, che contiene Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il superamento della crisi dell’area industriale di Termini Imerese.
 
All’articolo 1 si specifica, infatti, che la Regione “è autorizzata ad intervenire in favore delle imprese che realizzino programmi di investimento destinati alla riqualificazione dell’area industriale di Termini Imerese nonché progetti di sviluppo e riqualificazione produttiva promossi dalle imprese già operanti nell’area, per gli effetti dell’Accordo di Programma sottoscritto con il ministero dello Sviluppo economico in data 16 febbraio 2011, mediante la concessione di garanzie ad hoc a norma del punto 3 della Comunicazione della Commissione sull’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato Ce agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie (2008/C 155/02)”. Prevista anche la “dotazione finanziaria regionale destinata agli interventi”, secondo l’Accordo di Programma sottoscritto con il ministero dello Sviluppo economico in data 16 febbraio 2011, che si concretizzerà “nella misura di 100.000 migliaia di euro”.
 

 
Preoccupazione e rassegnazione nei volti degli operai Fiat
 
PALERMO – Rassegnazione e preoccupazione per il futuro. Sono i sentimenti con i quali gli operai hanno varcato i cancelli della Fiat a Termini Imerese dopo l’annuncio di ieri riguardo la fine della produzione, prevista tra pochi giorni.
Volti scuri e poche speranze, i lavoratori, rientrati dopo giorni di cassa integrazione, attendono con ansia la riunione di domani al ministero dello Sviluppo, dove sindacati e istituzioni incontreranno la Dr Motor, a un passo dall’acquisizione della fabbrica che Fiat abbandona dopo 41 anni di attività.
“L’annuncio che il 23 novembre sarà l’ultimo giorno di produzione – dice Agostino Cosentino, delegato Fiom – non ci ha colpiti più di tanto. Sapevamo da tempo che Fiat se ne sarebbe andata, ci avrebbe choccato se ci avessero comunicato il mantenimento della produzione anche a gennaio”.
 


Dichiarazioni. Si dicono sorpresi sia Lombardo che Burrafato
 
PALERMO – “La Fiat non cessa di stupirci. L’anticipazione della chiusura di Termini Imerese al prossimo 23 novembre crea ulteriori problemi, come se già la fuoriuscita della Fiat dallo stabilimento non fosse bastata”. Lo ha dichiarato il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, commentando la chiusura anticipata al prossimo 23 novembre dello stabilimento siciliano.
“C’era un impegno a cessare la produzione alla fine dell’anno – ha aggiunto Lombardo – non conosco le ragioni della chiusura anticipata. Mi rendo conto che questa scelta ci pone ulteriori gravi problemi. Dovremo quindi accelerare perché l’imprenditore che subentrerà faccia presto. Abbiamo messo a disposizione risorse e investimenti che renderanno l’investimento di Di Risio redditizio in un momento in cui il settore auto fa passi indietro”.
Gli fa eco il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato. “È una notizia drammatica che arriva quando non è stata ancora chiusa la trattativa avviata con Dr Motors per il subentro nell’area industriale di Termini Imerese e che conferma, accrescendo il rammarico, che il nostro stabilimento è l’unico a chiudere in Europa a causa della crisi dell’auto”.
“Adesso le nostre speranze sono riposte nel progetto Dr Motors, un piano ambizioso che, comunque, non è in grado di garantire il reimpiego dei 2200 addetti, occupati oggi tra la Fiat e l’indotto. Ci auguriamo – ha concluso il sindaco – che questa notizia non pesi ulteriormente sull’incontro previsto mercoledì prossimo tra la Dr Motors e i sindacati”. (smp)

Articolo pubblicato il 16 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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