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Palermo - Le partecipate Gesip, Amia e Amat prive di fondi
di Luca Insalaco

Scarseggia la copertura finanziaria nelle società comunali mentre si guarda già alle prossime elezioni. I ritardi e i disservizi delle aziende usate come “ammortizzatori sociali”

Tags: Palermo, Partecipate, Amia, Gesip, Amat



PALERMO - Le partecipate del Comune tornano a destare allarme e a fare paura. In cima alla lista delle emergenze ci sono Amat, Amia e Gesip, a corto di fondi e azzoppate nei servizi offerti alla città. Sono in stato di agitazione i lavoratori di Amat: “La dirigenza continua a non dare risposte sui temi posti dai sindacati e l’azienda è in forte crisi a scapito del servizio fornito ai cittadini e del futuro dei lavoratori” ha detto il responsabile del dipartimento Mobilità della Fit Cisl, Mimmo Perrone.

I punti critici dell’azienda di via Rodi sono sempre gli stessi: difficoltà economiche (si sono registrati ritardi nel pagamento degli stipendi), mancanza di personale (e intanto continuano le aggressioni agli autisti in servizio) e inefficienza del parco rotabile che ad oggi non è stato rinnovato. Nel parco mezzi dell’azienda, infatti, sono finora arrivati solo 5 dei 77 nuovi bus pagati con fondi Cipe. In queste condizioni, con mezzi vetusti o guasti, ad essere assicurati sono solo i ritardi.

Soffiano venti di crisi anche all’Amia. I commissari dell’azienda ed il Comune si sono incontrati per definire l’adeguamento del contratto di servizio, il cui rinnovo è legato all’avvio del secondo modulo della raccolta differenziata, in questi giorni nell’occhio del ciclone. Preoccupano anche le condizioni della discarica di Bellolampo, ormai prossima alla saturazione.

È appeso ad un filo anche il destino di Gesip. La vita della società che si occupa di servizi è allo stato attuale garantito fino al prossimo mese di febbraio, quando si esauriranno i fondi (45 mln di euro) elargiti dal governo nazionale. Dopodiché gli stipendi di 1.800 lavoratori non avranno più copertura finanziaria. I sindacati chiedono ora l’internalizzazione dei servizi e l’istituzione di un tavolo permanente presso i ministeri del Lavoro e dello sviluppo economico.

Per tutti il tavolo della crisi si è spostato in Prefettura. Al Prefetto Postiglione si sono rivolte le forze sociali per sgomberare le nubi che si addensano sul futuro dei lavoratori. A rischio ci sono i posti di lavoro ma anche servizi indispensabili per la cittadinanza. Le aziende del Comune sono state fin qui utilizzate come ammortizzatori sociali. L’implosione delle partecipate ed i conseguenti rischi occupazionali sono guardati con preoccupazione anche dal punto di vista dell’ordine pubblico. E le elezioni sono alle porte.
 

 
Gestione rifiuti. Un rilancio attraverso la differenziata
 
PALERMO – Amia e Comune di Palermo, come detto, si sono incontrati in Prefettura per definire il tanto atteso adeguamento del contratto di servizio che li lega. La condizione posta sul tavolo da parte di Palazzo delle Aquile, per un miglioramento del rapporto contrattuale, era che la sua partecipata si impegnasse ad avviare il secondo step del progetto “Palermo differenzia”. Una condizione accettata dai commissari di via Nenni, i quali hanno garantito l’estensione della raccolta differenziata ad un’altra fetta di 130 mila abitanti. L’azienda di nettezza urbana potrà godere dell’aiuto della Regione, che ha assicurato il proprio supporto in ordine a mezzi ed infrastrutture per l’espletamento delle attività previste nel programma. Resta in stand-by, invece, il trasferimento ad Amap dei 173 lavoratori di Amia Essemme, impiegati nel servizio di pulizia delle caditoie, per il cui passaggio l’amministrazione comunale è in attesa del parere del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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