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Corte Conti: nel bilancio della Regione siciliana un buco da più di 1 miliardo
di Pierangelo Bonanno

Audizione del presidente Rita Arrigoni in commissione Bilancio Ars. A partire dagli 850 milioni in meno per il Patto di stabilità

Tags: Ars, Rita Arrigoni, Corte Dei Conti, Bilancio



PALERMO - La commissione bilancio dell’Assemblea regionale siciliana è tornata a riunirsi nella mattina di ieri per ascoltare il Presidente delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Rita Arrigoni.

L’audizione del presidente Arrigoni, accompagnata tra gli altri dal consigliere Graffeo, ha avuto come oggetto i contenuti sia del disegno di legge n.800, “Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012 – 2014”, sia del disegno di legge n.801, “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2012. Legge di stabilità regionale”.

I componenti della commissione bilancio, presieduta  da Riccardo Savona, hanno ascoltato con interesse le osservazioni del presidente Arrigoni, viste le perplessità  rivolte alle previsioni economiche finanziarie presenti nei documenti elaborati dal Governo regionale.

In particolare, i magistrati contabili in riferimento alle stime legate alle entrate tributarie hanno segnalato la necessità di un ulteriore approfondimento, ritenendole non vicine a quelle effettivamente acquisibili nel periodo, visto il peggioramento del ciclo economico. Inoltre, relativamente alla previsione di nuove e maggiori entrate, quantificate dal Governo regionale, in 120 milioni di euro, connesse al procedimento di dismissione di quote di partecipazione in società e d enti, in considerazione anche del rilevante importo di entrate stimate, ad avviso della Corte, vista l’esigenza di procedere ad una quantificazione fondata su elementi certi e realistici occorrerebbe inserire un apposita norma, che sia dotata di maggiori dettagli procedurali e di appositi criteri di individuazione delle partecipazioni interessate.

In riferimento alla Legge di stabilità, il disegno di legge n.801, nelle note della relazione presentata nel corso dell’audizione, la Corte sollecita maggiori dettagli informativi, anche procedurali, su tali previsioni in considerazione della circostanza che analoghe manovre considerate in esercizi precedenti non sempre hanno ottenuto i risultati attesi in termini di gettito.

Le maggiori criticità riscontrate dalla Corte, che interviene in fase preventiva alla stesura dei documenti contabili, sono riscontrabili nel mancato riconoscimento alla Sicilia della compartecipazione alle accise dei prodotti petroliferi, che impone alla Regione una compartecipazione alla spesa sanitaria statale pari al 49,11 % con uno scarto di circa 600 milioni sulla cifra prevista dalla giunta Lombardo che ipotizzava invece nella finanziaria approvata l’anno scorso una compartecipazione al 42,5%.
 
Altra difficoltà, secondo la Corte, il risparmio di 850 milioni imposto dalle misure del Patto di Stabilità. Infine mancano fondi per circa un miliardo e trecentocinquantamila euro dai oi documenti contabili della Regione siciliana relativi al triennio 2012-2014, ancora in via di definizione.

Nelle conclusioni del suo intervento, parlando delle difficoltà del sistema economico pubblico regionale, il presidente Arrigoni ha anticipato che,  a breve, verrà presentata una relazione approfondita sui singoli Ato che hanno gestito la raccolta dei rifiuti in Sicilia.

Il presidente della Commissione, Savona, ha affermato: “Le parti più difficili del bilancio sono i capitoli sulla compartecipazione alla spesa sanitaria e l’indebitamento che affronta la Sicilia, per circa 550 milioni di euro. Li esamineremo a fondo nei prossimi giorni”.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rita Arrigoni
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