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Quotidiano di Sicilia

Convenzione Regione-Banche per superare tutti gli ostacoli
di Lucia Russo

Soluzione al ritardo dei pagamenti dei debiti (4 mld) degli enti pubblici nei confronti delle imprese. Intervenire con un emendamento al ddl 119 in Aula il prossimo lunedi

Tags: Banche, Regione Siciliana, Debiti



PALERMO – Il disegno di legge 119 che contiene norme per il sostegno alle imprese siciliane non può non tornare sul problema dei crediti delle imprese nei confronti di enti pubblici morosi. Nonostante, infatti, il decreto legislativo n. 231 del 2002 preveda che il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data della ­fattura, se non pattuito diversamente nel contratto, e che in caso di ritardo da tale data scattano automaticamente gli interessi di mora del 11,20%, gli enti pubblici sembra ignorino la norma. Come pubblicato nella nostra inchiesta di sabato scorso la Regione e gli enti locali affossano le imprese che hanno accumulato debiti per quattro miliardi di euro.

Dal momento che questo fenomeno ha dimensioni nazionali (il debito della Pa verso le imprese è stato stimato in Italia di circa 60 miliardi di € - 4 mld in Sicilia) il ministero dell’economia e delle Finanze è intervenuto con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio scorso riguardante la disciplina della certificazione dei crediti relativi a somministrazione di forniture o di servizi ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185.
Il decreto prevede che, dietro richiesta del creditore (da presentare secondo il modulo allegato al decreto stesso), l’amministrazione debitrice entro 20 giorni dalla richiesta possa rilasciare la certificazione - riconoscendo quindi che il credito sia certo, liquido ed esigibile - al fine di facilitare lo smobilizzo dei crediti stessi, mediante la cessione pro-soluto presso il sistema bancario o presso intermediari finanziari autorizzati.

Come previsto dall’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 185, la certificazione sarà limitata ai crediti vantati verso regioni ed enti locali. Pubblichiamo in questa pagina il modello della certificazione, così come dovrà essere rilasciata dall’ente debitore.
La presentazione della richiesta di certificazione potrà avvenire entro il 31 dicembre 2009.
La certificazione consentirà alle imprese di cedere i loro crediti “pro soluto” a banche o intermediari.
La procedura presenta delle affinità con quella prevista all’articolo 14 della finanziaria regionale approvata dal Parlamento siciliano per il 2009, di cui ci occupiamo nell’altro articolo in questa pagina.

La certificazione deve contenere: estremi identificativi del creditore; ammontare complessivo del credito; dichiarazione che il credito è certo, liquido ed esigibile; a quale esercizio finanziario risulta iscritto il residuo passivo del credito certificato; la specificazione del capitolo di spesa per la copertura; se l’ente debitore è soggetto al patto di stabilità interno.
Il decreto nazionale presenta lo stesso limite della norma regionale in quanto contempla il possibile rifiuto della certificazione. Questo rappresenterebbe un serio ostacolo per l’impresa che non solo è a credito, ma anche si vede rifiutata la certificazione.
Di conseguenza è importante, in sede del disegno di legge 119 non solo eliminare la possibilità di rifiutare la certificazione da parte dell’ente debitore, ma anche tenere conto di un sub emendamento che darebbe una soluzione più semplice al problema dei ritardi dei pagamenti. Basterebbe inserire una norma che preveda quanto segue: “Al fine di consentire l’incasso relativo a forniture di beni e servizi da parte di imprese siciliane a Regione, Enti locali territoriali e non territoriali ed Enti economici, comprese le società pubbliche controllate o partecipate, la Regione è autorizzata a stipulare convenzioni con le banche operanti in Sicilia per la cessione dei crediti indicati pro-soluto. Le banche convenzionate con la Regione non applicheranno alcuna commissione, ma avranno il diritto di applicare ai crediti acquistati l’interesse di mora previsto dal decreto legislativo n. 231/2002 , oltre all’interesse legale, a cominciare dalla data di fattura del credito”.

Dunque un sistema più semplice perché sarebbe la Regione a stipulare convenzioni con le banche in modo che vadano ad esse ceduti pro soluto i crediti, guadagnando esse gli interessi di mora. Un’operazione a costo zero per la Regione. Contiamo sulla sensibilità dei parlamentari.

Articolo pubblicato il 18 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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