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Vendita diretta, una garanzia di qualità per i consumatori
di Francesca Di Giovanni

Continua a riscuotere grande successo di pubblico la Fera Bio di Palermo organizzata ogni 3 domeniche. Un evento basato sulla promozione dei prodotti biologici locali e dell’artigianato

Tags: Fera Bio, Biologico



PALERMO - L’edizione straordinaria “A Fera Bio Palermo” è stata organizzata nel giardino della settecentesca Villa Bonocore Maletto. A fare da cornice, gli alberi di agrumi che con i loro colori hanno arricchito le vetrine agroalimentari, artigianali e biologiche. Questa fiera si svolge a Palermo ogni tre domeniche ed è collegata ad altre fere Bio che si realizzano a Catania e Caltanissetta ogni mese. Un’iniziativa che nasce da alcuni produttori catanesi che, cinque anni fa hanno creduto in questa forma di aggregazione e di commercializzazione dei loro prodotti, che si ripeteva ogni due domeniche del mese e che ormai conta su un pubblico sempre più numeroso.

“A Fera Bio Palermo”, oltre ai diversi produttori alimentari erano presenti alcuni operatori dell’economia solidale, del terzo settore ed artigianali con creazioni ecosostenibili. Questo mercato eco-bio-locale insieme ai GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), dà visibilità e forza ad un nuovo modo di fare economia, più rispettoso delle persone e dell’ambiente. Un ambiente caratteristico, dove girovagare tra una vetrina e l’altra e una continua scoperta di sapori e odori, emanati dalla presenza di prodotti locali biologici. Alcuni di questi ormai dimenticati, come le nespole invernali, lo strudel di bietole, le arnie di miele e la manna. Quest’ultima è una sostanza dolciastra tipica delle Madonie, ottenuta dall’incisione sul tronco dei frassini durante la vegetazione. Molteplici le sue proprietà, infatti, viene usata in diversi settori alimentari, farmaceutici e cosmetici. Mentre in un angolo del giardino, si potevano osservare le diverse colorazioni di sali da bagno, creme per il viso, saponette, bagnoschiuma, oli per il corpo. Una vasta gamma di prodotti le cui materie prime sono sostanzialmente a base di olio extravergine di oliva siciliano. I produttori che partecipano a questa fiera, non solo coltivano e trasformano i loro prodotti con metodi biologici ed ecocompatibili, ma hanno anche la funzione di conservazione del territorio e di trasmissione dei saperi legati alla terra e al nostro patrimonio agroalimentare.

Nell’ambito della mostra fiera, presso il Bioristoro, è possibile fare colazione, prendere l’aperitivo, gustare pranzi genuini offerti dai partecipanti alla fiera ed elaborati da Bio Bistrot Fraschette e Biocatering Scuola Waldorf con materie prime biologiche.
L’iniziativa è organizzata dall’ATS. “A Fera Bio di Palermo, risulta costituita dalle associazioni, GASualmente, AIAB-Sicilia, Siquillyàh-Palermo e Riportiamo la luce, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo.

Un evento basato sulla promozione e commercializzazione dei prodotti biologici locali, con la vendita diretta di prodotti di artigianato, turismo responsabile, commercio equo e solidale e solidarietà sociale. Un luogo di incontro tra i diversi partecipanti che rafforza una cultura locale fatta non solo di arte e architettura, ma di agricoltura contadina, che oggi rischia di scomparire e con lei una parte importante delle nostre conoscenze e della nostra storia. Quindi, un’alleanza forte tra produttori e consumatori delle aree urbane che mira ad arrestare questo processo, nella consapevolezza che il cibo non deve essere considerato solo una merce, ma ha anche un alto valore sociale.
 


Un mercato che vuole ricostruire il rapporto città-campagna
 
A Fera Bio è costituita da vetrine agroalimentari e artigianali biologiche, da imprenditori che si riuniscono per promuovere e commercializzare i loro prodotti biologici direttamente ai consumatori locali. Il mercato Equo BioLocale nasce per ricostruire il rapporto città - campagna, in modo da diminuire la distanza tra gli abitanti della città e il mondo rurale, promovendo “insieme” iniziative volte a favorire la conoscenza del territorio e a mantenere la sua integrità. Circa trenta le aziende biologiche che vi partecipano con prodotti biologici e oggetti artigianali. Il mercato deve essere un’opportunità per sostenere il commercio equo e solidale e la promozione sociale. Un posto, che favorisce oltre all’aggregazione di aziende individuali, anche la conoscenza e il consumo di produzioni locali, di colture e varietà tipiche ormai dimenticate, quindi un modo per mantenere la biodiversità delle specie.
Inoltre, favorisce i contatti diretti tra produttori e consumatori, ciò permette di rafforzare le potenzialità di vendita nell’ambito del mercato locale di piccoli e medi produttori agroalimentari e artigianali “sostenibili”. Il mercato Equo BioLocale è un’occasione di intrattenimento per i piccoli e uno stimolo per i più grandi.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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