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Occorre sburocratizzare ogni tipo di procedura
di Nicola Digiugno

Forum con Vittorio Messina, presidente della Camera di commercio di Agrigento

Tags: Vittorio Messina



Il bilancio della Camera di commercio di Agrigento?
“Dieci milioni di euro circa. Stipendi, pensioni, spese di gestione e altro. Notevolmente ridotto, invece, il ruolo nell’ambito della promozione. La Camera di commercio non vive di finanza derivata. Le entrate fanno riferimento esclusivamente a diritti annuali e certificazioni, nient’altro”.

Puntate sull’internazionalizzazione delle imprese?
“Sì. A tal proposito, ad Agrigento è operativo, con ottimi risultati, uno Sportello sprint, ubicato proprio nella sede camerale. Lo sportello agevola enormemente l’accesso delle piccole e medie imprese ai servizi e agli strumenti disponibili in materia di internazionalizzazione del sistema produttivo, fornendo non solo assistenza, consulenza, e supporto. Anche una preziosa guida nella selezione dei mercati esteri e nella scelta dei partner in progetti d’investimento”.

Come effettuate l’attività di promozione?
“Settecentomila euro circa sono destinati a tal fine. Dagli anni Novanta opera un’azienda speciale per servizi e promozione, alla quale viene demandata gran parte dell’organizzazione dell’attività promozionale. In tale contesto, va considerata la mostra permanente della ceramica artistica della provincia agrigentina. Si punta anche alla promozione dei prodotti agricoli, del vino. Le nostre cantine sono importanti, note ovunque, un vero vanto per la nostra terra”.

Quante sono le imprese attive? Qual è la differenza rispetto allo scorso anno?
“Sono in calo, purtroppo. Complessivamente poco più di quarantamila. Prima la diminuzione si riferiva al settore agricolo, ora riguarda anche altri comparti, il terziario, il commercio. La struttura economica della provincia agrigentina è molto fragile, risente chiaramente della crisi generale. Situazione determinata verosimilmente da una notevole difficoltà nell’accesso al credito, nel reperire mezzi finanziari idonei al superamento di una crisi che sostanzialmente è di liquidità”.

Quali servizi state potenziando?
“Intendiamo rendere meno pesante la burocrazia, accelerando la tempistica delle procedure. In tale direzione, dialoghiamo costantemente e proficuamente con tutti gli enti pubblici del territorio. Occorre sburocratizzare tutto. Inoltre, manteniamo sempre alta l’attenzione degli sportelli attivi. Oltre a quello Sprint, sono aperti anche gli sportelli Impresa giovane e al femminile, e guardiamo con interesse all’impresa multietnica. Merita di essere citato pure l’osservatorio dei prezzi, che in tempi come questi rappresenta un punto di riferimento imprescindibile. Per il resto, risultati gratificanti sono giunti dalle missioni all’estero, in particolare quelle effettuate recentemente in Russia e negli Stati Uniti d’America. La prima per promuovere prodotti agroalimentari, la seconda per sviluppare il turismo dalle nostre parti. Infine, a Francoforte, abbiamo partecipato all’anniversario dei cento anni della Camera di commercio italiana per la Germania, un’associazione bilaterale che opera sul mercato italiano e su quello tedesco per favorire ed incrementare le relazioni economiche e la cooperazione tra le imprese di entrambi i Paesi. Ebbene, tre imprese agrigentine hanno sottoscritto contratti veri per arance di Ribera, pistacchio di Raffadali e prodotti ittici. E si può fare ancora di più”.

I produttori uniscono le forze?
“È un ritardo che l’agrigentino sta scontando. Stiamo vedendo soltanto adesso i primi consorzi. Alcuni esempi? Il Riberella, per la tutela dell’arancia di Ribera, e quello dell’Uva Italia di Canicattì. I risultati sono veramente notevoli sul piano della distribuzione, con cifre mai raggiunte rispetto al passato. La strada è quella giusta per emergere”.
L’obbligo della “Pec”, posta elettronica certificata, come è stato recepito dalle aziende?
“La percentuale delle imprese che ha presentato la Pec è minima. Eppure le sanzioni sono significative, ma non bastano a cambiare la situazione. Come tutte le innovazioni, andava pubblicizzata meglio a livello nazionale. La Pec è importante, come la firma digitale, per tutte le imprese desiderose di svolgere un ruolo importante in Europa”.
 

 
“Sviluppare l’internazionalizzazione delle aziende sfruttando il valore del nostro territorio”
 
Progetti per il futuro?
“Nell’ultima seduta della giunta camerale, è stato stilato il Programma quinquennale, documento basilare per organizzare tutta l’attività in tale arco di tempo. Per il resto, continuiamo a svolgere un sempre più determinante ruolo di pungolo nei confronti della classe dirigente e politica, spesso distratta, poco attenta alle esigenze delle imprese. Occorre impegnarsi ancora di più in tema di trasporti e infrastrutture, uscire dall’isolamento che penalizza l’intero territorio. Non possiamo sbagliare, è fondamentale agire con senso di responsabilità ed evitare che gli errori commessi ricadano sulle generazioni future. Tornando al Programma quinquennale, nel 2012 intendiamo sviluppare ulteriormente il lavoro avviato sul fronte dell’internazionalizzazione. Come? Con incontri mirati con operatori commerciali esteri, ad Agrigento, per chiudere trattative importanti, sfruttando il valore delle bellezze naturali e monumentali del nostro territorio”.

Altre iniziative?
“Credo che le Camere di commercio territorialmente vicine debbano lavorare in sinergia. Dobbiamo stringere rapporti con la Camera di commercio di Caltanissetta per le comunità montane, di Ragusa per i prodotti agroalimentari e Siracusa per la promozione del turismo culturale. Insieme si possono raggiungere traguardi di un certo rilievo. Al di là delle appartenenze provinciali, dobbiamo lavorare per lanciare il prodotto siciliano”.
 

 
Curriculum
 
Vittorio Messina, agrigentino, è nato il 27 agosto 1965. Nel 1996 si è laureato in Scienze politiche all’Università degli studi di Palermo. Commerciante, dirige un’azienda familiare nel tessile, nell’abbigliamento e nel settore alberghiero. Già presidente della Confesercenti della città dei Templi e vicepresidente della Confesercenti Sicilia, dal 4 aprile 2007 è presidente della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Agrigento. Tale carica dura cinque anni. Il presidente può essere rieletto una sola volta.

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vittorio Messina, presidente della Camera di commercio di Agrigento
Vittorio Messina, presidente della Camera di commercio di Agrigento



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