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Quotidiano di Sicilia

Organico Tribunale a rischio l’operatività
di Valerio Martorana

 Forum con Calogero Ferrotti procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Enna

Tags: Calogero Ferrotti, Procura, Enna



 Qual è la situazione nel Palazzo di Giustizia di Enna?
“Siamo da 14 mesi senza un presidente del Tribunale, continuiamo a rimanere una sede disagiata nel distretto di Caltanissetta. È anche vero che i piccoli uffici vivono sempre una vita precaria. A proposito della nomina del presidente del Tribunale, c’è stata la designazione di un magistrato catanese ma ancora l’iter burocratico è lungo. Il presidente facente funzioni, il dott. Salvucci, andrà via. È un Tribunale penalizzato dalla scopertura di organico. Gli avvocati sono in stato di agitazione poiché operano fattivamente in una condizione di disagio. Alla Procura, invece, sono arrivati tre colleghi di prima nomina su 4 posti vacanti in pianta organica. Per l’immissione di nuovi magistrati bisognerà attendere il mese di maggio 2012”.

Cosa hanno messo in evidenza gli avvocati del Foro di Enna nella missiva inviata all’Organismo dell’Avvocatura Unitaria?
“Che il Tribunale di Enna è stato recentemente riconosciuto come sede disagiata proprio per la sua notoria e notevole scopertura della pianta organica dei posti di magistrato e che se i posti vacanti di magistrato non verranno coperti, sarà a rischio l’operatività stessa del Tribunale di Enna, sia per l’accumularsi dei ritardi e della durata dei processi civili, sia per le difficoltà dell’esercizio della giurisdizione penale, per le notorie incompatibilità incrociate che si verificano periodicamente in sede penale, atteso l’esiguo numero di magistrati presenti al Tribunale di Enna. Proprio lo scorso 24 novembre, il Csm ha escluso come sede di destinazione i già previsti due posti di magistrato presso il Tribunale di Enna ed un posto di sostituto presso la Procura della Repubblica di Enna”.

Con l’arrivo dei tre magistrati, la Procura come sta operando?
“Con un organico quasi completo, l’ufficio si sta riorganizzando, si lavora a pieno ritmo con delle indagini significative, la vicenda legata alla Miniera di Pasquasia ne è un esempio. È stato accertato, in questo sito abbandonato da oltre 20 anni, che esiste un deposito che conteneva circa 800 mila chili di amianto. È stata avviata un’opera di bonifica anche se si è assistito a degli episodi di danneggiamento riversando delle sostanze inquinanti sul suolo di quella zona. Le indagini sono ancora in corso. Abbiamo avuto due omicidi che provengono dalla criminalità organizzata: per lo più si tratta di regolamenti di conti tra le opposte fazioni per la spartizione del traffico delle sostanze stupefacenti. Abbiamo assicurato alla giustizia gli autori di questi crimini”.

Sul traffico di droga nell’ennese cosa può dirci?
“Il traffico delle sostanze stupefacenti è fiorente, data la vicinanza con i territori di Gela e Catania. La provincia di Enna non è solo luogo di transito, ma di smercio significativo. 
 
Nel lavoro della Procura vi sono arretrati?
“Vi è del lavoro arretrato ma non rappresenta un dato allarmante. Si consideri che sono trascorsi 7 mesi dall’ingresso dei nuovi sostituti e la effettiva operatività è di circa 5 mesi. La tendenza che registriamo è in leggera diminuzione ed altresì registriamo un aumento complessivo delle sopravvenienze di circa il 10 per cento. Nel territorio si registra anche l’aumento dei furti e dei reati in materia di omissione contributiva, anche per piccoli importi. Da mettere in evidenza pure il fatto che si registra una diminuzione degli omicidi colposi: questo è dato dalla maggiore consapevolezza, dall’educazione stradale fatta nelle scuola ed anche dalla contrazione della circolazione stradale. Dalla Polizia di Stato mi è stato detto che lungo l’autostrada Palermo-Catania si registra un minore flusso circolatorio e quindi di conseguenza minori incidenti stradali. Buoni risultati si registrano anche nei reati contro la Pubblica amministrazione poiché vi è un maggiore controllo sociale. Spesso arrivano delle segnalazioni su fatti ben precisi, seppure in forma anonima”.
 

 
“Abbiamo aderito al programma ministeriale sulla diffusione di buone pratiche negli uffici giudiziari”
 
Ricorre l’anniversario dell’omicidio di Francesco Ferreri, barbaramente ucciso a Barrafranca. 
“C’è stata una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura Generale che ha fatto verso la sentenza assolutoria del processo di secondo grado. Noi abbiamo già richiesto gli atti; dobbiamo rivedere e riesanimare gli atti sia alla luce della sentenza di primo e secondo grado, sia la sentenza della Cassazione, che ancora abbiamo solo il dispositivo e non abbiamo la motivazione. È all’ordine del giorno, rivedremo tutti gli atti e valuteremo ulteriori possibilità di indagini da promuovere in altre direzioni”.
 
Una situazione del genere, può creare problemi di ordine pubblico?
“È una sentenza che ha avuto delle ripercussioni anche molto negative per quanto riguarda, comprensibilmente, quelli che sono i familiari della vittima, però non ci sono segnali di problemi di ordine pubblico”. 
 
Sull’informatizzazione del Tribunale cosa può dirci?
“Abbiamo fatto notevoli passi avanti. Abbiamo aderito al programma ministeriale sulla “diffusione di buone pratiche presso gli uffici giudiziari italiani”, che ha come obiettivo quello di aumentare la qualità dei servizi della giustizia civile e penale, ridurre i costi di funzionamento dell’organizzazione giudiziaria, aumentare le capacità di informazione e comunicazione ai cittadini ed utenti ed, infine, aumentare la responsabilità sociale degli uffici giudiziari sui risultati e sull’uso delle risorse pubbliche”.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Calogero Ferrotti procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Enna
Calogero Ferrotti procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Enna