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Sistema polverizzato a rischio usura
di Michele Giuliano

 La nostra regione, secondo una ricerca della Cgia di Mestre, è la quarta in Italia più soggetta al pericolo

Tags: Usura, Sicilia



PALERMO - Le previsioni sono allarmanti, il fenomeno altamente preoccupante. Le imprese siciliane rischiano il tracollo finanziario e con esso, la terribile caduta nel vortice dell’usura.
 
“In questo momento il rischio di usura per le imprese siciliane è fortissimo e supera ogni previsione – sostiene il generale Saverio Capolupo, comandante interregionale Sicilia sud occidentale della Guardia di Finanza, nel corso di un convegno a Palermo – perché il nostro sistema economico, dove solo 350 aziende sono quotate in borsa, è polverizzato in micro e piccole imprese a cui le banche hanno prevalentemente chiuso l’accesso al credito. Questo porta i piccoli imprenditori verso la ricerca di credito illegale, il cui traffico è drammaticamente aumentato. Il tasso di interesse dell’8,5 per cento imposto dalle banche – ha aggiunto ancora il generale – è insostenibile e penalizzante per le capacità delle nostre imprese”. La Sicilia è la quarta regione che oggi è più a rischio di usura in Italia dopo Campania, Calabria e Puglia.
 
A guardare i dati statistici dell’ultima ricerca effettuata dalla Cgia di Mestre su scala nazionale, sembra proprio che l’imprenditore siciliano abbia molte probabilità di finire nel giro della criminalità organizzata. Anche diverse organizzazioni di categoria si dicono seriamente preoccupate per la sempre più stringente situazione che riguarda l’accesso al credito: “Ho una forte paura che continui ad aumentare il rischio dell’usura nella provincia di Trapani – dichiara senza mezzi termini Orazio Bilardo, presidente provinciale di Confartigianato Trapani - A fine luglio 2011 l’ammontare complessivo delle somme non restituite alle banche italiane ha superato i 74,5 miliardi di euro, con una crescita rispetto allo stesso mese dello scorso anno di 21 miliardi”. “Servono immediate modifiche e integrazioni alla finanziaria, altrimenti in Sicilia si rischia di bloccare l’accesso al credito per migliaia di imprese” dice Mario Filippello, presidente di Assoconfidi Sicilia, che continua: “L’accorpamento di Ircac e Crias, così come è stato ipotizzato, rischia di paralizzare per circa due anni i fondi di rotazione e il credito agevolato per artigiani e cooperative”.
 
Per la Cna siciliana bisogna anche prevedere un sostegno ai patrimoni dei Consorzi di garanzia fidi come già avviene nelle altre regioni italiane, se non si vuole interrompere quella che oggi è di fatto l’unica strada che permette alle imprese di ottenere credito dalle banche. “In questi ultimi tre anni di difficoltà economica, si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese e la pubblica amministrazione. Questa situazione ha gravemente indebolito la disponibilità finanziaria soprattutto delle piccole realtà aziendali – fa eco Orazio Bilardo - che da sempre subiscono l’abuso della posizione dominante dei loro committenti. Infine, nel momento in cui un’azienda viene dichiarata insolvente, scatta la segnalazione alla Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia, che rende pubblica, all’interno del circuito bancario, detta posizione, compromettendo quasi irreversibilmente i rapporti in essere con gli altri istituiti di credito”.
 

 
L’approfondimento. La ragnatela del sistema criminale degli usurai

L’economia siciliana sistema in bilico pronto a cadere nel sistema criminale degli usurai. Il responso giunge dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sulla base di un’elaborazione in cui sono stati messi a confronto alcuni indicatori regionalizzati quali la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze e impieghi registrati negli istituti di credito. In pratica è stato individuato l’indice del rischio usura attraverso la combinazione statistica di tutte quelle situazioni potenzialmente favorevoli al diffondersi dello strozzinaggio. Le sigle di categoria ormai da tempo stanno sensibilizzando l’opinione pubblico su quest’argomento cercando di rendere note e accessibili le strade di accesso al credito agevolato. “Per fronteggiare questa situazione, Confartigianato Imprese Trapani – afferma Francesco La Francesca, esponente di Confartigianato Imprese Sicilia - ha deciso di avviare una forte campagna istituzionale in tutti i Comuni perché le imprese devono conoscere le strade esistenti per l’accesso al credito agevolato prima che si arrivi alla segnalazione alla Centrale Rischi. Tra questi ricordiamo Artigiancassa, Crias e Consorzi Fidi”.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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