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Modica, tante difficoltà per l’ospedale Maggiore. Tutte infrante le promesse del passato
di Marcello Medica

Nessuna risposta. Il direttore sanitario del nosocomio modicano ha preferito non replicare alle numerose segnalazioni arrivate dai pazienti che si sono rivolti al presidio ospedaliero

Tags: Modica, Ospedale Maggiore



MODICA (RG) – All’interno dell'ospedale Maggiore i disservizi sembrano essere diventati all’ordine del giorno e tutto ciò anche perché il nosocomio sta diventando sempre più un grande presidio al servizio di una vasta area che supera i confini del comprensorio modicano, pur non avendone i requisiti per soddisfare le numerose richieste.

Il pronto soccorso, per esempio, eroga un servizio per un bacino d’utenza che comprende, oltre i comuni di Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica e Rosolini, anche Pachino, Portopalo e persino Noto e Avola. Ciò è causa spesso di disservizi nei confronti dei numerosi assistiti, i quali sono costretti ad attendere il proprio turno per diverse ore - e in locali angusti e inospitali - prima di essere soccorsi. E così, mentre si discute del futuro dei presidi ospedalieri di Scicli e Comiso, Modica rischia il collasso a causa anche della difficile gestione di personale medico, infermieristico e ausiliario.
 
Proprio nei giorni scorsi il pronto soccorso dell’ospedale Maggiore ha rischiato il cedimento quando si è trovato a gestire tre codici rossi quasi in contemporanea, oltre agli altri accessi che hanno dovuto aspettare ore e ore. Un solo medico in servizio oltre al primario, Carmelo Scarso, pochi infermieri, personale ausiliario e posti letto risicati sono il quadro di una situazione chiaramente non più sostenibile. In alcuni momenti solo l’abnegazione del personale in servizio riesce a sopperire alle grossissime difficoltà.

In merito all’ampliamento degli angusti locali che ancora oggi ospitano il pronto soccorso, già tre anni or sono, il deputato regionale del Pd, Roberto Ammatuna, dava notizia dell’ammissione a finanziamento del progetto di ampliamento dei locali suddetti per un importo complessivo di un milione e duecentomila euro.
“Le dimensioni ridotte del pronto soccorso – affermava il deputato regionale – che si sviluppa su una superficie di appena 280 metri quadri, risultano insufficienti rispetto all’attività svolta e inadeguate per raggiungere le prescrizioni minime, previste dalla normativa vigente, per l’accreditamento delle strutture sanitarie”.

A oggi, si resta, purtroppo, ancora nell’attesa di una ristrutturazione dei locali per i quali è previsto un progetto di dimensionamento più ampio con l’impiego di aree già sgombre da reparti trasferiti nella nuova ala e per il quale si dovrebbe andare a giorni ad indire la gara d’appalto. Ma intanto i giorni, i mesi e gli anni trascorrono invano e si continua con il solito andazzo. E i pazienti che si rivolgono al nosocomio modicano per essere curati continuano a manifestare la propria contrarietà, lamentando in particolare la lentezza del pronto soccorso e attese che possono arrivare anche a 4-5 ore.
Dal canto suo, il direttore sanitario dell’ospedale Maggiore, Piero Bonomo, da noi interpellato, ci ha fatto sapere che in merito alle problematiche dell’unità di Pronto soccorso, non ha alcuna dichiarazione da rilasciare.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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