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L'incenerimento dei rifiuti. Quali i rischi per la salute?
di Bartolomeo Buscema

Nell’atmosfera s’immettono veleni come le diossine e il particolato, dannosi per l’uomo e la natura. Il paragone: una sigaretta è assimilabile a una piccola combustione di massa

Tags: Rifiuti, Inceneritori, Termovalorizzatori



CATANIA - Incenerire non è la soluzione per la gestione dei rifiuti perché pone rischi per la salute. Ne è convinta gran parte della comunità scientifica .Anche se non mancano i fautori di una quasi innocuità degli inceneritori che con un lessico deviante  vengono chiamati termovalorizzatori. Chiariamo subito che un termovalorizzatore distrugge i rifiuti attraverso la combustione allo stesso modo di un inceneritore. In tutto il resto d’Europa  i termovalorizzatori non esistono. Esistono gli inceneritori con recupero energetico: un lessico più appropriato e aderente alla realtàAi fautori degli inceneritori piace ricordare che a Vienna c’è un inceneritore collocato dentro la zona urbana. A differenza della città austriaca, a Berlino non s’installano più inceneritori, nemmeno nella lontana periferia.

Nella capitale tedesca, oggi, si punta invece sulla raccolta differenziata che comprende il recupero di materia umida per ottenere compost. I tedeschi sanno bene che il recupero di materia potrebbe avere una ricaduta economica maggiore e creare nuovi posti di lavoro. Si stima che per ogni lavoratore impiegato nella filiera dell’incenerimento se ne potrebbero impiegare circa venti in quella del recupero.

Purtroppo, in Italia, a differenza del resto d’Europa dove gli impianti sono tassati fino a 70 euro a tonnellata, l’incenerimento è premiato con diverse forme di incentivazione. Ma che cosa succede in un impianto di incenerimento? In poche parole, si riduce il volume dei rifiuti trasformandoli in cenere e s’immettono gli inevitabili prodotti di combustione nell’atmosfera che diventa così una discarica di veleni. Tra i veleni citiamo le famigerate diossine che hanno un tempo di persistenza nel sottosuolo di 100 anni e nel corpo umano di circa sette anni. C’è poi il particolato finissimo che i filtri non riescono a trattenere.  Inoltre, i filtri stessi, poiché trattenengono diverse sostanze nocive, devono essere opportunamente trattati e smaltiti.

Ma ci chiediamo quali sono i possibili effetti sulla salute legati alla combustione dei rifiuti? Cominciamo a dire che si sentono due campane. Ci sono studi che rassicuranti e altri che mettono in guardia sulla possibilità di danni gravi per la salute.
Facendo nostro il principio di precauzione vediamo quali danni per la nostra salute possono causare gli inceneritori. I danni si possono suddividere in non tumorali e tumorali.

Fra quelli non tumorali si possono elencare le malformazioni che colpiscono l’apparato urogenitale, il diabete, le diverse patologie respiratorie, i danni sul sistema cardiovascolare e alla tiroide. Per quanto riguarda, invece, i rischi tumorali si possono elencare linfomi e sarcomi, tutti i tumori spia legati all’esposizione alle diossine. Concludiamo con una breve riflessione. Una sigaretta è assimilabile a una piccola combustione di biomassa. Se il fumo delle sigarette uccide, come è leggiamo dai pacchetti in vendita, che dire dei tanti veleni che escono dalle ciminiere degli inceneritori?

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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