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Quotidiano di Sicilia

A servizio delle imprese piccole, medie e grandi
di Maria Rosaria Minà

Forum con Roberto Bertola, responsabile territoriale Banca Unicredit per la Sicilia

Tags: Roberto Bertola, Unicredit



Come cambia l’offerta dei conti correnti per la nuova clientela, a seguito del decreto Salva-Italia?
“Al momento è sottoposto allo studio dei nostri uffici, ma di certo avremo dei conti correnti al servizio dei clienti che avranno necessità specifiche. In verità già da due anni proponiamo alla nostra clientela la Genius Card, che offre dei servizi essenziali, e oggi presenta un costo di emissione gratuito e un canone azzerato per i primi 12 mesi”.

Completata l’operazione Irfis, avete mantenuto oltre 30 dipendenti.
“La Regione ha compreso che non c’erano le condizioni per l’acquisizione dell’Irfis, cosi com’era. Del resto noi abbiamo già il mediocredito, per cui non aveva molto senso mantenere una costola esterna. D’altro canto credo che la Finsicilia possa essere un buon veicolo per la Regione Sicilia, come del resto lo sono già la Finlombarda o la Finpiemonte”.

UniCredit si definisce sempre di più una banca vicino al cittadino siciliano, perché gli impieghi sono maggiori rispetto alla raccolta. Questo è un trend che proseguirà nel 2012, malgrado la crisi?
“È un dato che è stato trasmesso dalla Banca d’Italia, anche se la percentuale della raccolta diretta che è stata trasmessa non tiene conto delle nostre obbligazioni; per questo motivo il dato reale non è 149 per cento bensì il 111 per cento. In sintesi impieghiamo il 111 per cento di quanto raccogliamo. Entrando nello specifico, sicuramente la crescita degli impieghi è costante ed abbiamo inoltre notato, attraverso il nostro sistema di monitoraggio, una continua crescita di soddisfazione da parte del cliente, soprattutto da parte di quelli appartenenti al settore business. I nostri dati si basano su migliaia di interviste effettuate ogni anno. Affianchiamo a questo sistema di monitoraggio l’intervento del Mistery shopping, cioè dei falsi clienti che vanno in filiale e descrivono quello che di positivo o di negativo hanno notato. Questo ci consente di individuare le reali esigenze ed aspettative del cliente, che poi rappresentano due fattori determinanti per misurare l’indice di soddisfazione. Possiamo concludere dai dati forniti che dove c’è più soddisfazione ci sono anche più risultati”.

UniCredit ha aperto uno sportello dedicato alla piccola e media impresa che consente agli imprenditori di avere un interlocutore privilegiato.
“Il nostro è un sistema misto costituito da Centri Imprese Corporate per aziende di grandi dimensioni, centri per imprese di media dimensione e centri per imprese di piccola dimensione. Sulle prime due tipologie di impresa c’è un centro dedicato, mentre per le piccole imprese c’è un sistema misto di servizio”.

Cosa ne pensa del microcredito per le famiglie, voluto dal Governo regionale per sostenere le famiglie in difficoltà?
“Noi abbiamo voluto legare il microcredito per le imprese con il microcredito per le famiglia. Abbiamo partecipato ad entrambi i bandi, acquisendoli, perché crediamo che la banca debba interessarsi anche del micro e delle famiglie, sostenendole in un momento di non bancabilità. Siamo l’unica banca che eroga i mutui per il recupero degli immobili ubicati nei centri storici di tutta la Sicilia. Si tratta di un mutuo a tasso zero, che sta riscuotendo un grande successo. Il limite massimo per ogni mutuo è di 300 mila euro, con un tasso di interesse totalmente a carico della Regione, che per tale iniziativa ha messo a disposizione 12 milioni di euro. Da luglio ad oggi abbiamo stipulato 27 milioni di mutui, ed altri ancora possiamo farne”.
 
L’Unicredit è senz’altro una banca vicina al cittadino. A tal proposito mi viene in mente la Carta etica. Vuole chiarirne le peculiarità?
“È una carta molto vantaggiosa, perché ha le stesse funzionalità e gli stessi costi della carta di credito, ed in più il 3 per mille del transato viene devoluto per iniziative di solidarietà nel territorio dove la carta è stata utilizzata. Quest’anno, ad esempio, abbiamo devoluto anche ad una onlus che ha partecipato fattivamente ai soccorsi per l’alluvione di Barcellona pdg. Per il cliente è semplice: egli concorre ogni volta che utilizza la carta”.

Ci sono altre iniziative di sostegno al territorio?
“Sì, certo. Abbiamo creato il Sicilia Convention Bureau, che conta circa 250 associati. L’iniziativa ha lo scopo di destagionalizzare il turismo in Sicilia, consentendo la presenza straniera sul nostro territorio in periodi di bassa stagione; si consente ai visitatori di conoscere per motivi professionali le nostre bellezze, mettendoli in condizioni di tornare come turista e magari con la famiglia. È un’iniziativa che sta riscuotendo un grande successo: lo scorso anno sono stati organizzati 40 eventi, e per quest’anno ce ne sono già diversi in programma. Dalla nostra parte abbiamo il clima e le bellezze, se a questi si aggiungono ottimi servizi offerti, il gioco è fatto”.
 
Ci vuole parlare delle reti d’impresa? Quali sono le peculiarità che le caratterizzano?
“Le imprese italiane si contraddistinguono rispetto a quelle estere perché molto legate alla loro identità aziendale. In poche parole le fusioni non sono nel nostro Dna; la rete d’impresa in tal senso rappresenta qualcosa di innovativo, perché, per esempio, due o più aziende si mettono insieme per esportare un prodotto all’estero e ciò non potrà che apportare vantaggi ad entrambi senza che nessuno perda la propria identità; in questo caso la rete d’impresa è finalizzata ad uno scopo ben preciso. In più con la Cassa Depositi e Prestiti abbiamo messo in piedi un finanziamento che abbatte di metà gli interessi, per la rete creata da più aziende che desiderano, ad esempio, vendere un prodotto unico, con un marchio nuovo, all’estero o anche nei mercati interni. Oltretutto ci sono dei mercati il cui accesso richiede non solo la qualità ma anche la quantità. Con questo sistema si soddisfano entrambe le esigenze”.

Crede che ci siano delle prospettive per il credito alle imprese? E se si, quali sono?
“In questo momento c’è poca richiesta di credito per gli investimenti perché stiamo vivendo un periodo in cui c’è poca fiducia per il futuro. Tutto questo sta creando difficoltà di crescita di fatturato per le aziende e scarsa propensione per l’innovazione. Nonostante ciò stiamo crescendo per gli impieghi complessivi, ma tra i settori trainanti ci sono quelli legati all’energia alternativa (fotovoltaico, eolico, geotermico…). La stagnazione dell’economia è un fatto reale, con previsioni di un Pil che nel 2012  sarà negativo, per quanto l’Italia stia trasmettendo segnali positivi all’Europa”.
 

 
Curriculum Roberto Bertola
 
Roberto Bertola nasce nel 1947 a Saluzzo (Cn). Nel giugno 1973 viene assunto in Banco di Sicilia. Nel settembre 1973 viene assunto in Banca Crt presso la filiale di Torino Centro. Dal giugno 1989 ha ricoperto il ruolo di direttore di agenzia, dal febbraio 1994 di responsabile di filiale e dall’ottobre 2000, di direttore territoriale. Nel luglio 2002 viene assunto in UniCredit Banca a Moncalieri. Dall’ottobre 2003 ricopre il ruolo di direttore regionale Piemonte Nord e Valle D’Aosta a Torino. Nell’agosto 2007 assume l’incarico di direttore generale del Banco di Sicilia. Nel febbraio 2008 assume l’incarico di presidente della Commissione Regionale Abi. Da novembre 2010 è responsabile di territorio Sicilia di UniCredit.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Roberto Bertola, responsabile territoriale Banca Unicredit per la Sicilia
Roberto Bertola, responsabile territoriale Banca Unicredit per la Sicilia