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Consorzi fidi e fondi Ue. Bruxelles ha detto no
di Redazione

Miglior mezzo per consentire l’accesso al credito alle imprese. A differenza che per Puglia e Lombardia

Tags: Unione Europea, Consorzi Fidi, Gaetano Armao



PALERMO - Dopo l’incontro con il ministro Barca, l’assessore Armao in un comunicato stampa si è soffermato, tra le altre cose, sulle difficoltà dei Consorzi fidi.
“Vi è inoltre - ha ricordato Armao - la questione dei fondi europei per i Consorzi fidi che sono il miglior modo per rispondere alle esigenze di sostegno delle imprese per l’accesso al credito in una Regione in cui il denaro costa troppo e si richiedono garanzie eccessive. Ebbene, Bruxelles ha detto sì a Puglia e Lombardia e no alla Sicilia. Bisogna rimuovere subito questo irragionevole divieto, consentendo alla Regione di finanziarie i Consorzi fidi e le imprese con le risorse per lo sviluppo. è urgente riaprire senza indugi il tavolo sulla perequazione infrastrutturale, entrata nel dimenticatoio, come tutte le tematiche sul sud, dell’agenda politica nazionale”.
“Le risorse europee - sottolinea l’assessore all’Economia della Regione siciliana - sono aggiuntive e non sostitutive di un intervento di riequilibrio che lo Stato ha ormai rinunciato a realizzare, mentre vengono già attuati i tagli ai trasferimenti verso gli Enti locali e le Regioni meridionali. Risolta la crisi finanziaria, che il Governo Monti sta efficacemente affrontando, si troverà un Mezzogiorno alla fame ed un divario accresciuto. E questo è incostituzionale ed inaccettabile”.
“Per ultimo - conclude Armao - è improrogabile la chiusura della trattativa sull’autonomia finanziaria riconosciuta dallo Statuto alla Sicilia che si svolge a Palazzo Chigi. Abbiamo già espresso da tempo la nostra posizione al Governo nazionale: si consentano ai siciliani le opportunità riconosciute ai cittadini delle Regioni a Statuto speciale del nord”.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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