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Quotidiano di Sicilia

Muos, erette antenne e torri
di Rosario Battiato

Sopralluogo di Italia Nostra alle porte di Niscemi, dove la Us Navy sta costruendo il potentissimo radar. A rischio la salute di parte dei siciliani e l’aeroporto di Comiso, sabato manifestazione

Tags: Muos, Niscemi



NISCEMI (CL) – Anche Italia Nostra decide di scendere in campo sulla vicenda del terminale terrestre del Muos, il sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare statunitense, e lo fa con un comunicato firmato da Antonio Mazzeo, il giornalista che da anni si occupa del tema, e Leandro Janni, consigliere nazionale di Italia Nostra. Intanto proseguono senza sosta i lavori ormai giunti alla fine.

Dal movimento No Muos è arrivata nei giorni scorsi una denuncia a proposito della conduzione dei lavori. “Abbiamo fatto un sopralluogo in contrada Ulmo per seguire i lavori del MUOStro di Niscemi rilevando alcune problematiche sulla conduzione delle opere di sbancamento”, inoltre, hanno spiegato dal movimento, “negli elaborati grafici del progetto, la dislocazione delle piattaforme su cui saranno montate le mega-antenne non corrisponde con quelle in corso di costruzione”.
 
Modifiche che avrebbero determinato un maggiore impatto sull’ambiente, ancora prima che la costruzione sia effettivamente realizzata, producendo i paventati danni alla salute umana e le interferenze col nascituro aeroporto di Comiso. Tra promesse infrante, come le compensazioni e le mitigazioni garantite dall’ex ministro alla Difesa Ignazio La Russa, si prosegue a ritmo serrato anche se l’installazione “delle tre antenne paraboliche del Muos di 18,4 metri di diametro e di due torri radio di 149 metri d’altezza sta avendo conseguenze assai più devastanti di quanto era possibile prevedere dalla lettura del progetto del Comando US Navy di Sigonella”.

Il comunicato di Italia Nostra spiega che “i lavori del Muos erano stati autorizzati, l’1 giugno 2011, dall’assessorato tTrritorio ed ambiente della Regione siciliana, senza tenere minimamente conto delle norme di attuazione previste dal Piano territoriale paesistico della Provincia di Caltanissetta per la riserva naturale di Niscemi, approvato dalla stessa Regione nel maggio 2008”. L’avanzamento della costruzione sta dimostrando un progressivo tradimento dei valori minimi contenuti nel Piano, nonché di quanto previsto nel Piano territoriale per la “Sughereta” (Sito di Importanza Comunitaria – SIC), il quale vieta dichiaratamente “realizzazione di infrastrutture e reti, tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili; nuove costruzioni e l’apertura di strade e piste”. Tutte operazioni, invece, compiute. Poi, denunciano ancora i comitati, ci sono i profondi dilemmi che riguardano l’aggiramento dei protocolli di legalità per gli appalti.

Il territorio non ci sta e si mobilita per difendersi. In campo ci sono i sindaci, che, nonostante l’imminenza della fine dei lavori, sono pronti per altre manifestazioni di protesta. Si tratta dei primi cittadini di Niscemi, Comiso, Riesi, Acate, Butera, Gela, San Cono, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Piazza Armerina, Caltagirone, San Michele di Ganzaria e Mazzarino che per il 31 marzo hanno indetto un corteo aperto a tutti i movimenti. Altre iniziative sono pronte per essere lanciate nei prossimi mesi, ma i tempi sono davvero strettissimi.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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UnÂ’immagine del costruendo Muos scattata dietro la recinzione di sicurezza
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Leandro Janni
Leandro Janni