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Caro benzina, la Sicilia piange nonostante le sue raffinerie
di Giuliana Gambuzza

In Veneto i prezzi più bassi, fino a 1,95 euro al litro in Marche, Liguria, Basilicata e Calabria. Costi di fabbricazione, accise, Iva: ecco quanti centesimi pesa ogni voce su un litro

Tags: Carburante, Prezzi



CATANIA - È come per i numeri ritardatari dei giochi a premi. Uno pensa che ogni settimana sia quella giusta perché escano. E invece niente. Anche per la benzina sembra sempre la volta buona perché il prezzo si fermi. Ma ancora non si arresta la corsa al rialzo.

A inizio settimana si andava da un minimo di 1,80 € per il No logo a un massimo di 1,88 € con TotalErg. Non mancano, comunque, variazioni anche significative tra regione e regione.
Partiamo dalla Sicilia, dove la verde arriva a costare 1,88 € alla Ip e tra uno e tre centesimi meno da Erg, Tamoil e Q8. Eni, Energia Siciliana ed Esso vendono un litro di benzina a 1,84 € (fonte: prezzibenzina.it). Il prezzo “scende” a 1,83 € nelle pompe indipendenti.

Più o meno la stessa situazione per pugliesi, molisani, laziali, piemontesi e valdostani, che pagano tra 1,78 € e 1,89 € al litro. Mentre se la passa un po’ meglio l’altra grande isola italiana, la Sardegna, in cui un litro di senza piombo equivale a 1,74 € da Ies e fino a 12 centesimi in più alla Ip. Prezzi più bassi anche in Abruzzo e in Emilia, dove oscillano tra 1,75 € e 1,86 €. Le città in cui la benzina si compra a meno restano comunque quelle del Veneto, con una tariffa minima di 1,72 € al litro da IperStation e 1,85 € da TotalErg.

Fanalino di coda invece alcune delle regioni in cui da gennaio sono scattate le addizionali: Umbria, Toscana, ma soprattutto Liguria e Marche. Qui per un litro di verde gli automobilisti possono essere costretti a sborsare anche 1,95 € (una manciata di centesimi in più che in Umbria e in Toscana).

Non si spiegano invece con i rincari regionali le cifre da capogiro di Calabria e Basilicata, che toccano rispettivamente quota 1,90 € e 1,96 €. La differenza più ampia tra una bandiera e l’altra si registra in Campania, dove la Total Erg fa pagare un litro di benzina 15 centesimi in più di Petrolchimica Sud.

Infine, analizzando i prezzi di Lombardia, Trentino e Friuli, si capisce perché per invogliare gli abitanti a evitare il “turismo del carburante” si siano praticati degli sgravi. Nonostante questi, infatti, in Lombardia e Friuli si continuano a pagare fino a 35 centesimi in più al litro rispetto alle vicine Svizzera e Austria, che salgono a 40 considerando la differenza di tariffe tra Trentino e Slovenia.

È certo che in Sicilia, se il costo della senza piombo diminuisse, a tirare un sospiro di sollievo sarebbero anche i 6.500 lavoratori del settore. L’allarme è arrivato pochi giorni fa dalla Faib Sicilia: troppi soldi si perdono lungo la filiera della distribuzione del carburante, nel 2011 il 20% in più che nell’anno precedente. La federazione lamenta anche i danni che il self-service provoca ai benzinai: questi, costretti a ricorrervi per non chiudere gli impianti, dimezzano il loro guadagno, che passa da 4 centesimi lordi al litro a 2.

“L’auspicio – dicono i vertici della Faib – è che si possa intervenire sulle addizionali regionali, nonché sul valore delle accise che compongono il prezzo finale del carburante, e prevedere delle agevolazioni per la popolazione residente applicabili al servizio di approvvigionamento carburante con assistenza dell’operatore”.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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