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Milazzo, corsa dopo la diffida
di Rosario Battiato

Il provvedimento del minAmbiente segue le segnalazioni dei cittadini e il monitoraggio Ispra e Arpa. Ribadita l’urgenza di un protocollo per i controlli ai composti solforati della raffineria

Tags: Ambiente, Inquinamento, Raffineria, Milazzo, Sebastiano Di Betta, Arpa, Ispra



PALERMO – Dopo la diffida del ministero dell’Ambiente alla raffineria di Milazzo, in seguito ai rilievi di Arpa e Ispra dopo le segnalazioni dei cittadini e di cui si è ampiamente parlato sul Qds del 19 aprile, giungono puntuali i commenti della Regione e delle associazioni locali.

L’Arpa Sicilia, che ha intensificato le iniziative di controllo dopo la nomina del commissario straordinario Salvo Cocina, è stata protagonista della diffida del ministero. Da Palermo, via assessorato all’Ambiente, è stata coordinata la campagna di monitoraggio svolta da Arpa Messina con cui sono state accertate le emissioni maleodoranti, la richiesta di ulteriori ispezioni e il riesame dell’autorizzazione ministeriale, il coinvolgimento della azienda sanitaria fino alla denuncia sporta dalla stessa Arpa alla autorità giudiziaria.

Tra le altre azioni necessarie da compiere per l’area l’agenzia regionale ha ribadito l’urgenza di un protocollo di misure in continuo monitoraggio dei composti solforati nelle zone perimetrali, in particolare a quelle sensibili ai venti di Sud e est, mentre le due centraline di monitoraggio gestite dalla Raffineria dovranno essere integrate con due sistemi di analisi per le caratterizzazione di C2-C12, in continuo. Dovrà infine essere definito con Arpa un protocollo che stabilisca soglie di attenzione e procedure da attivare in presenza di particolari sostanze odorigene.

“Guardiamo da tempo con preoccupazione - ha detto Sebastiano Di Betta, l’assessore all’Ambiente - l’inquinamento atmosferico che si registra nell’area della Valle del Mela”. Il punto della situazione è stato compiuto dal commissario dell’agenzia. “L’Arpa Sicilia - ha spiegato Cocina - sta attualmente continuando la sua attività di controllo sull’area di Milazzo, ma denunciamo la grave carenza di personale e il recente taglio dei fondi, auspicando il potenziamento delle strutture a salvaguardia dell’ambiente e della salute”.

Scende in campo anche l’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, che  riprende quanto espresso dalla relazione Ispra in merito alle criticità all’interno della Raffineria di Milazzo. Come già annunciato nei giorni scorsi da esponenti del consiglio comunale si prevede l’invio di una missiva indirizzata al Ministro dell’Ambiente e per conoscenza ad altri enti e istituzioni per chiedere la revisione dei decreti autorizzativi AIA. “Finalmente anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale certifica che gli odori molesti che attanagliano la Città di Milazzo provengono dalla Raffineria di Milazzo – ha spiegato il presidente Maimone -  nello nello specifico l’Ispra punta il dito sull’impianto Merox e su uno specifico serbatoio”.

Chiaramente è giunto il momento di una profonda rivalutazione ambientale dell’intera area. “ Invieremo anche una nota alla Commissione Europea Ambiente – ha spiegato Assunta Sciacca, segretaria dell’associazione - affinché venga effettuata un’ispezione certosina all’interno delle industrie presenti nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale della Valle del Mela”. Richiesta anche l’applicazione della direttiva europea che sancisce il principio “chi inquina paga”.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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