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Fotovoltaico, piccole coop non investono
di Rosario Battiato

Dal Rapporto Energia 2011 uno sguardo sulle mini realtà imprenditoriali che credono nello sviluppo delle energie rinnovabili. In Trentino, Veneto ed Emilia il maggior numero di società, siciliane indietro anche nel Sud

Tags: Energia, Ambiente, Fotovoltaico



PALERMO – Il verde segna un'altro colpo economico a favore. Stavolta si tratta della crescita delle cooperative nel settore delle energie rinnovabili, in particolare per le risorse investite nel fotovoltaico. Si muove, seppur a piccoli passi, anche la Sicilia. Lo rileva il Rapporto Energia 2011, elaborato da Federlavoro e Servizi-Confcooperative.

Ancora una volta si dimostra che l'indicazione per l'uscita della crisi continua ad essere colorata di verde. Le cooperative di produzione lavoro hanno fatto registrare un importante balzo in avanti nel segmento del lavoro verde: da 0,306 megawatt di potenza (MWp) istallata nel 2010 sono passate lo scorso anno ad una potenza fotovoltaica di oltre 5,30 megawatt. L'ultimo dato registrato, aggiornato a fine 2011, ha certificato che su oltre 327mila impianti registrati in Italia al Gse, 1.299 sono riconducibili a 931 cooperative. Da sola, la cooperazione di lavoro fa stimare una produzione di 5,9 milioni di kilowattora pari al fabbisogno di oltre 2.000 famiglie.

La distribuzione geografica premia il Nord dove si evidenzia il più alto numero di cooperative che investono nel fotovoltaico. Tra le Regioni in vetta si segnala il Trentino Alto Adige (27,5 MWp) dove risulta il 46% di potenza istallata. A seguire ci sono le cooperative del Veneto (7,8 MWp) e dell'Emilia Romagna (6,2 MWp), rispettivamente con il 13 e 11% di potenza istallata. Il Centro Italia, in crescita Lazio e Umbria, complessivamente arriva a circa 6 MWp installati nel 2011 (0,5 MW nel 2010), con 46 cooperative iscritte al Gestore Servizi Energetici, un dato che copre l'11% (3% nel 2010) sul totale installato dal sistema Confcooperative.

Ne Meridione i 47 operatori aderenti iscritti delineano un podio con Sardegna (1,4 MWp), la Puglia (1,2 MWp) e la Sicilia (0,9 Mwp). Il Sud ha raddoppiato il valore della potenza installata (da 2,2 MWp a 4,3 MWp), ma è in calo sulla quota di energia fotovoltaica prodotta, passata dal 12% del 2010 al 7% del 2011.

Anche sul fronte delle altre fonti rinnovabili, cioè biogas, biomasse, bioliquidi, idroelettrico ed eolico, si registra una crescita di progetti e investimenti da parte delle cooperative. Si tratta di 120 cooperative titolari di impianti, dato più che raddoppiato rispetto alle 58 cooperative rilevate nel 2010, per una potenza cumulata di 129 MWp, ovvero più del doppio rispetto alla potenza installata nel 2010 (77 Mwp). Andando in dettaglio: per i bioliquidi le cooperative registrate passano dalle 6 del 2010 alle 12 del 2011 per una potenza installata di 14 MWp (contro i 11 MWp nel 2010). Per l'eolico infine le cooperative titolari di impianti sono 5 (erano 4 nel 2010) di cui 3 di Confcooperative che, con 1,35 MWp, detengono l'80% della potenza istallata dall'insieme della cooperazione (1,67 Mwp).

Soddisfatto il parere di Massimo Stronati, presidente Federlavoro e Servizi-Confcooperative. “I numeri del rapporto – ha spiegato - evidenziano come, nel giro di appena due anni, le nostre imprese, anche grazie alla presenza di politiche mirate allo sviluppo del settore, individuino sempre più nelle fonti verdi, settori remunerativi che incidono sensibilmente sul loro patrimonio (nel caso di cooperative con impianti più grandi), oltre che validi strumenti per integrare il loro reddito”.
 

 
Boselli (Verdi): “Dalle rinnovabili prospettive migliori del petrolio”
 
Roma - “Siamo semplicemente senza parole: è incredibile che il ministro dello Sviluppo Passera punti all’aumento dell'estrazione petrolifera nazionale dal 10 al 20% dei consumi usando la scusa di 25 mila nuovi posti di lavoro e sei miliardi di fatturato all’anno, ma dimenticandosi che le fonti rinnovabili hanno numeri e prospettive ben più importanti: con l’ultimo attacco alle rinnovabili infatti il governo sta mettendo in pericolo 150mila occupati reali e non virtuali come i 25 mila di cui parla Passera”.
Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: “Il solo fotovoltaico ha fatturato lo scorso anno 36 miliardi di euro, oltre due punti di Pil, portando nelle casse dello stato almeno 4 miliardi di benefici fiscali indiretti, mentre le rinnovabili hanno a oggi 160 mila addetti che potrebbero diventare, secondo la Bocconi, 300 mila al 2020”. “Se c’era bisogno di una pistola fumante per identificare il killer delle rinnovabili eccola qui - prosegue il leader ecologista -. Dopo aver affossato le fonti verdi con due decreti ministeriali, ora Passera vuole regalare e svendere il poco e inquinante petrolio italiano, sul quale, è bene ricordarlo, le compagnie pagano delle royalties ridicole”. “In Italia si oscilla tra il 4% dell'offshore e il 7% dell'onshore in Basilicata, mentre si paga, complessivamente per l'estrazione, in Libia e Indonesia l'80%, in Russia e Norvegia l’80%, in Alaska il 60%, in Canada il 50%”, conclude Bonelli.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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