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Quotidiano di Sicilia

390 Comuni, neanche uno virtuoso
di Antonio Borzì

Enti locali. Per migliorare l’efficienza la strada è ancora lunga.
Razionalizzare. Recuperare un terzo della spesa corrente e indirizzarla agli investimenti: si può fare, per esempio imitando le esperienze degli altri e attingendo a fornitori in “consorzio”.
Confronto. L’Associazione degli enti virtuosi individua modelli e progetti da promuovere e valorizzare: grande attenzione viene data alla gestione di iniziative ambientali ed energetiche.

Tags: Marco Boschini, Corrado Bonfanti



PALERMO - Sono rari i sindaci che riescono ad amministrare al meglio le finanze pubbliche, risparmiando sui costi e attuando politiche migliori per la gestione del proprio territorio. Di conseguenza, su 390 in Sicilia, nessun Comune ha l’onore di poter aderire all’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi.  Eppure, gli strumenti per rimettere in ordine i conti ci sarebbero, eccome: sfruttare per esempio le economie di scala consortili della Consip per le forniture di beni e servizi; replicare le politiche di gestione ambientale già adottate in altri Comuni d’Italia; condividere esperienze all’insegna dell’efficienza. Con quali risultati? Principalmente ridurre in bilancio le spese correnti, recuperando risorse notevoli – fino a un terzo, per esempio, attraverso la Consip, cui si accennava – da reindirizzare a investimenti in opere pubbliche e servizi per i cittadini. (continua)

Articolo pubblicato il 09 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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