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Quotidiano di Sicilia

Catania - Dall’ordinanza contro i lavavetri soltanto una grande confusione
di Melania Tanteri

A schierarsi contro il primo cittadino anche l’assessore comunale alle Politiche sociali, Pennisi. Molte critiche al sindaco dopo il provedimento emesso nei giorni scorsi

Tags: Catania, Lavavetri



CATANIA - Potrebbe essere definita l’ordinanza della discordia, quella emanata all’inizio della settimana dal sindaco Stancanelli, contro gli ambulanti e, in generale, coloro che utilizzano il suolo pubblico per attività illecite e non autorizzate. Il provvedimento, che vieta l’attività di lavavetri e venditori abusivi su aree stradali a uso pubblico, per contrastare un fenomeno largamente diffuso e al fine di salvaguardare l’incolumità e la sicurezza pubblica, nonostante fosse stato richiesto da alcuni consiglieri comunali e da numerosi cittadini, ha infatti scatenato tante polemiche, non solo all’esterno, ma anche all’interno della stessa amministrazione comunale.

A dissentire contro quanto messo in atto dal Comune, in primis, l’assessore alle Politiche sociali, Carlo Pennisi, che ha evidenziato in una nota come l’ordinanza, davanti a problematiche simili, come quella del commercio abuisivo, possa portare solo scarsi effetti.

“Capisco – ha affermato Pennisi - l’esigenza di rispondere alle preoccupazioni della città, tuttavia non credo che serva un’ordinanza per prevedere più vigili ai semafori, e ritengo anche che il sindaco sia stato costretto a ricorrere a questo provvedimento perché non gli è stata prospettata altra soluzione”.

Una presa di posizione contro l’efficacia del provvedimento, dunque, quella del titolare delle Politiche sociali, impegnato da tempo nella ricerca di soluzioni inclusive verso i disagiati che affollano la città. Una vera e propria reprimenda, invece, da parte del Direttore della Caritas diocesana di Catania, padre Valerio Di Trapani, che ha usato parole pesanti nei confronti della scelta di colpire un fenomeno che non farebbe altro che palesare l’impoverimento dell’intero tessuto cittadino.

“Voglio invitare il signor sindaco – ha dichiarato – a non trasformare Catania in una città superficiale ma
a educare i cittadini a non girare lo sguardo dall’altra parte”. Padre Valerio ha anche definito l’ordinanza  “un’operazione estetica”. “Non mi piace – ha aggiunto – che dinanzi a questi grossi problemi, piuttosto che scegliere la via di una paziente e faticosa ricerca di soluzioni, si arrivi a una sbrigativa e superficiale ordinanza”.

Soluzioni alternative come, per esempio, realizzare raccolta di carta, cartone, plastica e alluminio ogni prima domenica del mese in più piazze della città, proprio con l’ausilio delle persone che lavano i vetri  che, “per una dignità sociale e correttezza fiscale – ha proposto Carlo Cittadino, presidente dell’associazione Kataneconomie - avrebbero costituito un’associazione”.
Una questione, prima di tutto di sicurezza, per il sindaco Stancanelli, che ha ribadito, invece, la volontà di andare avanti sulla strada del rigore, salvo restando tutti i progetti sociali su cui l’amministrazione starebbe lavorando assiduamente.

“Abbiamo dimostrato in più occasioni – ha detto Stancanelli - insieme all’assessore Pennisi  e con la preziosa collaborazione della Caritas, di lavorare per l’inclusione sociale e lavorativa. Bisogna garantire l’aspetto sociale, ma anche quello della sicurezza, cercando di fare in modo di garantire entrambe le cose”.

Il sindaco, inoltre, ha ribadito come l’ordinanza sia principalmente uno strumento necessario per consentire l’intervento dei Vigili urbani, per liberare principalmente gli incroci assaliti dai lavavetri, intervento impossibile altrimenti.

Articolo pubblicato il 19 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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