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Quotidiano di Sicilia

Ecco i pannelli fotovoltaici riciclabili
di Bartolomeo Buscema

La miglioria è possibile grazie all’eliminazione dello strato di vinil acetato di etilene (Eva). Nel 2020, 35 mila tonnellate di pannelli saranno obsoleti: trovata la soluzione

Tags: Fotovoltaico, Energia



ROMA - È noto che la vita utile media attesa di un panello fotovoltaico si aggira tra i 20 e i 25 anni.
Ma è opportuno, sin d’ora, pensare già nella fase di produzione al loro riciclo, senza creare problemi ambientali.
La Comunità europea  su questo punto è abbastanza chiara: i pannelli fotovoltaici dismessi debbono essere considerati come rifiuti elettronici, con l’obbligo dello smaltimento secondo quanto indicato nella normativa.

In tale contesto, un’azienda italiana, la P. Energy Spa, insieme alla Midsummer Ab svedese, hanno progettato un pannello fotovoltaico riciclabile al cento per cento. Ciò è stato possibile attraverso l’eliminazione del sottile strato di vinil acetato di etilene (Eva) che nei pannelli commerciali è posto tra le celle fotovoltaiche e il vetro principalmente e per isolare la parte elettricamente attiva dal resto.

Tale misura deriva dal fatto che lo strato di Eva non è riciclabile: a fine vita, deve essere smaltito in altoforno con un notevole impatto ambientale legato alla formazione di emissioni di gas contenenti acidi acetici.
 Anche se un pannello fotovoltaico contiene piccole quantità di tale materiale, bisogna tener conto che i pannelli già dismessi sono tanti e che sono in continuo aumento. Nel 2010 ne sono state stimate circa 5.000 tonnellate. Quanto al futuro, previsioni attendibili prevedono che circa 35.000 tonnellate di pannelli termineranno la loro vita nel 2020, creando un problema ambientale non trascurabile.

Ecco perché si è pensato a un nuovo tipo di pannello che non contiene il foglio vinil acetato di etilene e nemmeno il silicio.
Al posto delle tradizionali celle a base di silicio, ci sono le celle Cigs formate da un materiale semiconduttore composito, costituito da due soluzioni solide di diselenurio di rame e indio e di diseleniuro di rame e gallio, che possono essere applicate su entrambe le facce di supporti rigidi e flessibili.
Le celle Cigs sono così chiuse a guisa di un sandwich da due fogli di film termoplastico e due lastre di vetro ultrasottile avente spessore di 2 mm.

Il pannello fotovoltaico così ottenuto ha un buon rendimento di conversione della luce in elettricità, anche per la presenza del vetro ultrasottile che ne aumenta l’efficienza, grazie a una maggiore trasmissione dell’energia luminosa alle celle.
Un altro aspetto interessante è la facilità con cui, a fine vita, il pannello si disassembla nei suoi costituenti.A tal punto che le ditte costruttrici hanno già realizzato i prototipi di macchine automatiche di disaccoppiamento per una rapida, facile e sicura riutilizzazione di tutti i materiali : dal vetro, alla cornice di alluminio, alle stesse celle. Il tutto evidentemente con un impatto ambientale nullo.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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