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I giudici Falcone e Borsellino e la primavera delle coscienze
di Patrizia Penna

Ricordi, riflessioni ed anche polemiche in occasione del ventennale dell’uccisione dei due magistrati. Alfredo Morvillo, procuratore capo Tribunale Termini Imerese: “Proseguire il loro lavoro”

Tags: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino



PALERMO - “Bisogna evitare che le celebrazioni siano uno stanco rituale privo di contenuti. Il modo migliore di onorare la memoria di Falcone e Borsellino è proseguire il loro lavoro”.
Lo aveva detto Alfredo Morvillo, procuratore capo a Termini Imerese e fratello di Maria Morvillo, moglie del giudice Giovanni Falcone, alla vigilia del ventennale delle stragi che costarono la vita ai due magistrati-eroi divenuti per antonomasia il simbolo della lotta alla mafia.

I fatti di Brindisi, per certi versi, hanno confermato che il ricordo di Falcone e Borsellino non sono affatto uno sterile rituale poiché, nel momento in cui prendeva sempre più piede l’ipotesi di una matrice mafiosa alla base dell’orribile attentato costato la vita ad una studentessa di soli sedici anni, l’opinione pubblica si è mobilitata reagendo con rabbia e sdegno.

Eppure, a dispetto delle tante, tantissime iniziative volte ad affermare il valore della legalità come normalità e promosse in particolar modo dai giovani e dal mondo della scuola, è vero però che in Sicilia, la lotta alla mafia è caratterizzata ancora da luci ed ombre,  basti considerare il numero esiguo di denunce dei fenomeni di usura e racket che la dicono lunga su quanto sia ancora lontana la cosiddetta “primavera della coscienze”.

La giornata di oggi, dunque, oltre che al ricordo dei due magistrati Falcone e Borsellino, dovrebbe essere dedicata ad una riflessione sulla strada da percorrere per fare di più affinché si possano cancellare del tutto paura, timore e reticenza che ancora esistono e resistono che e suonano come una nota stonata in un contesto, soprattutto giovanile come sottolineato poc’anzi, che con sempre maggiore forza e consapevolezza rivendica il diritto di vivere in una società più giusta.

Ricordo, dunque, riflessione ma anche polemica. C’è stato spazio anche per questo nelle celebrazioni per il ventennale della strage di Capaci: i centri sociali insieme ad un gruppo di associazioni e sindacati, tra cui l’Unione Sindacale di Base; Slai Cobas per il sindacato di classe; Circolo Proletari Comunisti; Bandaradio; Red Block; il Coordinamento Syntagma; il Collettivo 20 luglio; il Centro Sociale ExKarcere; lo Studentato Autogestito “Anomalia”, Box3 Autogestito Facoltà di Lettere; il Collettivo Universitario Autonomo; l’Aula autogestita Scienze, il coordinamento Studenti Medi Palermo hanno promosso proprio nella giornata di oggi, una manifestazione contro la visita del premier Mario Monti, del governo e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in piazza Verdi, proprio davanti al Teatro Massimo.

C’è un filo che lega il ricordo, la riflessione e persino la polemica, un elemento, un aspetto, un concetto nel quale non v’è dubbio che tutti ci identifichiamo, rappresentato da una celebre affermazione del giudice Falcone secondo cui: “La mafia non è invincibile. Essendo un fatto umano ha avuto un inizio ed avrà certamente una fine”. Le parole di Falcone risuonano ancora oggi con la stessa intensità rassicurante: sono la nostra forza e la nostra speranza.
 


L’iniziativa. Studenti sulle “Navi della Legalità”
 
Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sarà presente oggi insieme al capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, e al capo di Gabinetto del Mipaaf, Michele Corradino, a Palermo alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni in ricordo di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino per il ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Il Mipaaf e il Corpo forestale dello Stato hanno collaborato al programma, realizzando un progetto sul tema “Agricoltura e legalità. Insieme per coltivare la memoria delle vittime della criminalità”. Sono stati coinvolti studenti di 12 scuole di Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio e Veneto, ai quali sono state illustrate le attività istituzionali che riguardano la sicurezza agroalimentare e la lotta alle agromafie. Questo percorso educativo è destinato a proseguire: gli studenti si sono imbarcati proprio ieri sulle “Navi della legalità”, dai porti di Civitavecchia e di Napoli: nel corso del viaggio i ragazzi seguiranno altre attività educative a cura del Corpo Forestale dello Stato, che nelle scorse settimane ha firmato un protocollo di intesa con la Procura nazionale Antimafia mirato a rafforzare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata di tipo mafioso.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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