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Quotidiano di Sicilia

Affidabilità e concretezza le parole d’ordine di Grandi Navi Veloci
di Giuliana Gambuzza

Ariodante Valeri, direttore generale Grandi Navi veloci Sp

Tags: Ariodante Valeri, Grandi Navi Veloci



PALERMO - “Oggi completiamo la nostra presenza nel Mar Mediterraneo, in particolare ad Ovest, con il porto di Sète a Nord e di Nador a Sud. Quindi, oggi copriamo sostanzialmente un arco di porti che va da Napoli a Barcellona e a Tangeri e Nador in Marocco. Questo è il magico cerchio e in mezzo ci sono le due isole, Sicilia e Sardegna”.
Così Ariodante Valeri, direttore generale della Grandi Navi Veloci SpA. Nata nel 1992 sotto la stella di una famiglia palermitana, la Grimaldi, uscita di scena nel 2009, l’azienda ha mantenuto il suo centro operativo a Palermo, mentre la sede direttiva si trova a Genova.
Dal capoluogo ligure, infatti, salpano le navi dirette a Tunisi e a Tangeri, lungo due linee inaugurate rispettivamente nel 2003 e nel 2008.
Con i suoi 350 milioni di euro di fatturato annuo, non c’è dubbio che la GNV stia resistendo bene alla crisi. È chiaro, però, che le strategie di pianificazione dell’offerta siano dovute cambiare. Con un ritorno al passato.

“Innanzitutto ci siamo concentrati su quello che è il nostro business vero, cioè il trasporto di passeggeri da punto a punto”, ci confessa Valeri, che spiega: “Negli ultimi diciotto mesi ci siamo interfacciati con i nostri clienti, i nostri clienti ci hanno riferito ciò che loro ritenevano essere le tre cose più importanti che un servizio come il nostro doveva dare, ovvero semplicità, affidabilità e concretezza. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo tornare alle basi del nostro lavoro”.

Pochi fronzoli, insomma, ma un trasporto su cui poter contare per viaggiare in tutta sicurezza e comodità. Soprattutto un trasporto che vada incontro alle richieste dell’utenza. “Abbiamo creato un gruppo di lavoro che analizza tutte le esigenze dei nostri clienti, in funzione di quelle che sono le necessità che oggi vediamo sul mercato”.

L’ultimo successo raggiunto? La licenza del governo marocchino per l’apertura dei collegamenti tra il porto francese di Sète e i porti di Tangeri e Nador in Marocco (dove la compagnia è presente sin dal 2007), a partire dal prossimo 26 maggio.
Va bene il recupero dell’antico modo di lavorare, ma per Grandi Navi Veloci la corsa all’innovazione non si arresta. “L’innovazione si fa con la formazione, si fa con l’investimento in nuove linee. Direi che siamo sui 350.000 euro destinati alla formazione. Ovviamente al netto di quella che è l’innovazione tecnologica che c’è sulle nostre navi, dalle vernici siliconiche degli scafi delle navi alla sostituzione delle pale che generano il movimento”.

Quindi, se consideriamo anche le imbarcazioni – di cui dieci di proprietà dell’impresa e due a noleggio – la cifra destinata allo sviluppo lievita fino ai sei zeri. Valeri ci racconta uno dei più recenti esperimenti. “Stiamo modificando su una delle nostre navi tutta l’illuminazione, portandola da luce normale a luce led. Nonostante il consistente investimento iniziale, l’operazione garantisce un risparmio nel tempo”.

Ma in che senso secondo la GNV “l’innovazione si fa con la formazione”? “Abbiamo inaugurato un percorso formativo che passa attraverso tutta la nostra società, dai dirigenti ai mozzi e ai marinai delle nostre navi”. Si tratta di un percorso che è stato avviato quest’anno e che continuerà per tutto il 2013 e il 2014.

Un percorso “di esperienza sul campo”, come lo definisce il direttore. “I giovani neolaureati che si sono inseriti in azienda hanno lavorato per sei mesi nel commerciale, per altri sei nel marketing, poi nella parte operativa di piazzale nonché come nostri rappresentanti all’estero”.
 

 
Stop alle assunzioni, avanti con l’aggiornamento dei dipendenti
 
Far parte di una realtà imprenditoriale dinamica e all’avanguardia come la GNV può far gola a molti. Al momento, però, le porte sono sbarrate ai nuovi candidati. “Negli ultimi due anni – ammette il direttore generale Valeri – le assunzioni sono state fatte solo per sostituire le figure professionali già esistenti”. Eppure, la società mette in collegamento due continenti (Europa e Africa), per un totale di cinque Stati (Italia, Francia, Spagna, Marocco e Tunisia) e sei regioni italiane (Sicilia, Sardegna, Lazio, Toscana, Liguria e Campania): è possibile che non ci sia bisogno di più collaboratori? “Abbiamo preferito far fare dei percorsi formativi e di esperienza ai dipendenti già assunti”. A beneficiare di questo programma, lungo ben tre anni, è l’insieme delle risorse umane della GNV, composto da 1.300 unità, di cui 1.100 imbarcati e 200 tra portuali e personale amministrativo. In effetti, il ragionamento non fa una piega: meglio sfruttare in pieno il potenziale di ogni persona che opera in azienda piuttosto che continuare a reclutare forza lavoro e lasciarla (quasi) a riposo dietro la scrivania o sul pontile della nave. Chissà che qualche amministrazione pubblica non si decida a imparare la lezione.

Articolo pubblicato il 24 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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