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L’Abi ha varato le modalità operative per smobilizzo dei crediti alle imprese
di Redazione

L’utilizzo del plafond da 10 miliardi potrà avvenire in vari modi, tra cui la cessione del debito alla banca. In caso di anticipazione, essa non potrà essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito

Tags: Banca, Credito, Imprese, Abi



ROMA - L’Associazione Bancaria Italiana ha inviato alle banche le modalità operative per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione sulla base del protocollo siglato il 22 maggio scorso.

Il plafond minimo è di 10 miliardi di euro derivante dagli importi attivati dalle banche, sulla base della provvista messa a disposizione dalla Banca centrale europea (Bce), dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) o attraverso altri canali di finanziamento, che consentano di praticare all’impresa condizioni vantaggiose di accesso al credito.

Le modalità tecniche per l’uso del plafond, spiega l’Abi, sono: lo sconto pro soluto, con l’impresa che cede il proprio credito alla banca; l’anticipazione con cessione del credito, realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo, dove l’impresa non esce di scena ma resta a garanzia del credito; l’anticipazione senza cessione del credito. In quest’ultimo caso, visto che non è prevista la cessione del credito, l’impresa si impegna a dare alla banca mandato irrevocabile all’incasso del credito ed è necessario che ci sia la copertura del Fondo di garanzia per le Pmi o di un altro garante equivalente. L’anticipazione, prosegue l’Associazione bancaria, “non potrà essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito che l’impresa vanta nei confronti della Pa e la durata sarà coerente con la data di pagamento prevista. Le imprese che possono accedere al plafond “Crediti Pa” sono le Pmi che operano in Italia, definite dalla normativa comunitaria, di tutti i settori.

Al momento della domanda non devono avere posizioni classificate dalla banca come sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute - sconfinanti da oltre 90 giorni, né procedure esecutive in corso. Per le imprese con esposizioni scadute - sconfinamenti da oltre 90 giorni fino a 180, la banca può valutare la realizzazione dell’operazione se il ritardo nel pagamento è imputabile al mancato incasso dei crediti Pa. I crediti che possono essere smobilizzati devono essere certificati come certi, liquidi ed esigibili”.

Il tasso d’interesse/sconto applicabile sarà determinato dal costo della provvista per la banca e da uno spread funzione della qualità dell’impresa, del garante e della struttura/tipologia dell’operazione. Il costo della provvista e’ equivalente al costo di accesso effettivo per la banca alla provvista Bce ed è costituito dal tasso di riferimento principale della Bce, maggiorato di uno spread collocato all’interno di una forchetta tra 80 e 137 punti base. Le banche che aderiscono all’iniziativa si impegnano a deliberare l’operazione entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.
Le richieste delle imprese devono essere presentate entro il 31 dicembre 2012.
Al momento, non si registra alcuna novità a proposito della esclusione da questo provvedimento delle regioni, tra cui la Sicilia, soggette a piani di rientro da deficit sanitari.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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